FC Inter 1908 News Interviste Moratti: “Provai a prendere Totti! Con Gasp non vincevamo. Mou come Spalletti. L'addio di Ausilio..."

Moratti: “Provai a prendere Totti! Con Gasp non vincevamo. Mou come Spalletti. L'addio di Ausilio..."

Alessandro De Felice
L’ex presidente nerazzurro si racconta a La Repubblica: dal tentativo di acquistare Totti all’addio di Ausilio, passando per Chivu, Mourinho e la sfida contro la Roma

Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del quotidiano La Repubblica a due giorni dalla sfida tra i nerazzurri e la Roma di Gasperini.

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Spazio a ricordi e aneddoti da parte dell’ex numero uno nerazzurro, che svela alcuni retroscena.

“È destino che la Roma sia competitiva quando lo siamo anche noi. Ormai è un classico, come Inter-Juventus e Inter-Milan. Nella singola partita è difficile dire chi avrà la meglio. Nell'arco del campionato, invece, dico Inter. Chivu è capace, ha buon senso, sa tenere la squadra”.

Moratti e Chivu

«Aveva un carattere forte, lo dimostrò nel momento dell'incidente alla testa che quasi lo uccise. Andai a trovarlo in ospedale. Diceva che sarebbe tornato presto, senza lamentarsi. Un uomo coraggioso».

Moratti e Gasperini

«Ci siamo incontrati, stretti la mano, abbracciati. Non ho rancore. Lui forse sì, e sarebbe giustificato. Fu un momento sfortunato: non vincevamo una partita».

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Roma-Inter all’Olimpico

«Bella. Siamo all'inizio, le squadre non hanno troppa paura di perdere punti. E può essere preziosa come allenamento per la Champions, dove non ci si possono permettere stupidaggini».

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Inter KO a Madrid

«C'è da arrabbiarsi: sono stati quasi due autogol, prima la palla persa da Jones, poi l'errore del povero Martinez. È un peccato, perché la partita era stata preparata bene».

Ha vinto Mourinho

«È un maestro nell'impostare la partita sull'avversario. È sempre lo stesso. Non ha esultato ai gol, come atto di superiorità. Piccoli gesti che lo rendono simpatico. Ha carattere, come Spalletti. Infatti entrambi sono ancora lì a combattere».

La Roma di Gasperini

«Cosa mi piace? Malen. Si muove bene, vede la porta, dialoga con Dybala. Dell'Inter mi stupisce la forza d'animo. Lunedì perdeva 2-0, ma nessuno ha pensato che potesse perdere».

Un Roma-Inter particolare

«Avevo quattordici anni, ero a Roma con mio padre. Sognai la partita, prima che si giocasse, e andò esattamente come l'avevo immaginata. Ma la più bella ovviamente è la finale di Coppa Italia 2010. Durissima».

Lautaro e Milito

«Milito è insuperabile. Se fossero stati contemporanei, i due argentini sarebbero stati una coppia formidabile. Altri che avrei voluto con me sono Barella e Dimarco. Si sarebbero giocati il posto nella squadra del triplete».

Moratti e Piero Ausilio

«Se lo ho sentito dopo l'addio? Sì, il giorno stesso o quello dopo. Si aspettava un contratto più lungo: un solo anno non gli bastava. È stato signorile, senza alcuna rivalsa».

Chi avrebbe preso della Roma?

«Totti. Ci provai. Dissi a Sensi che non avrei fatto storie sul prezzo. Mi rispose che non se ne parlava. Si comportò da romanista, non da commerciante. Dalla Roma presi Batistuta. Fece un gol soltanto ma lo rifarei».

Il calcio dei grandi proprietari italiani

«Ci si facevano dispetti, nessuno voleva fare la figura del fesso, qualcuno era più di parola di altri. Però era divertente, quello che dicevamo pesava. Oggi i presidenti non sono proprietari. E se lo sono pensano a vendere i club».

Ricomprare l'Inter

«Non mi sarebbe sembrato giusto. Ho fatto la mia vita con l'Inter ed è stata bellissima».

Marotta interista?

«Lo sa solo lui. Di sicuro è un grande professionista, e da interisti non possiamo che esserne contenti».

Il centenario di San Siro

«Fra i ricordi, scelgo il primo derby vinto da presidente, con gol di Berti nel finale. San Siro ha un significato per la città. Una certa riconoscenza, anche se parliamo di un immobile, bisogna averla. Emotivamente, capisco chi è contrario all'abbattimento».

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