FC Inter 1908 News Interviste Pandev: "Non vedo l'ora di sentire Mourinho in conferenza! Champions? L'Inter deve provarci"

Pandev: "Non vedo l'ora di sentire Mourinho in conferenza! Champions? L'Inter deve provarci"

Andrea Della Sala
Le parole di Pandev sulla grande sfida di Champions tra Real Madrid e Inter

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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Goran Pandev, ex eroe del Triplete del 2010, ha parlato della sfida col Real allenato da José Mourinho:

«Non vedo l’ora di ascoltare cosa dirà Mourinho in sala stampa. Spero non faccia qualche battuta delle sue, magari su Cristian. Sono curioso».

Che si dice nella chat degli eroi del 22 maggio?

«Per ora è tranquilla. Per ora...».

Ha sentito Chivu?

«No, non volevo disturbarlo. Ma sono strafelice per lui».

E José lo sente, invece?

«Ogni tanto, anche se ora ha cambiato numero».

L’Inter, Mourinho e il Bernabeu dopo 16 anni. Pensieri?

«Io che alzo la coppa e che faccio tardi ai festeggiamenti... per colpa dell’antidoping. Il controllo durò una vita: la squadra mi aspettò sull’aereo, in mezzo alla pista...».

Skysport

La finale di Champions in un flash?

«L’abbraccio tra José e Materazzi con tanto di lacrime. Ogni tanto, quando lo rivedo, ripenso quanto siamo stati fortunati».

Il primo approccio con Mou?

«Mi chiamò quand’ero fuori rosa alla Lazio. “Vieni a vincere con noi?”, domandò. E dopo tre giorni mi schierò titolare contro il Chievo. Non giocavo da sei mesi. Aveva il tocco magico».

Riuscirà a far fare il terzino anche a Mbappé?

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«Certo, tipo Eto’o. Samuel si sarebbe buttato nel fuoco per lui».

Ricorda il discorso prima della finale?

«In realtà José non è mai stato uno di molte parole. Le riunioni duravano due-tre minuti, ci dava una pacca sulla spalla e urlava frasi in portoghese, tipo “andiamo a vincere questa mer...”».

Quando avete capito di poter vincere la Champions?

«Facile dire a Barcellona. Io dico dopo il successo contro il Chelsea agli ottavi. Poi vabbè, cosa posso dire della sfida del Camp Nou? In 10 per 80’ dopo un’espulsione inventata, con José che va da Guardiola e Ibra e gli sussurra chissà cosa, fino agli idranti. Magia».

Com’era Chivu da calciatore?

«Uno che odiava perdere persino a carte. Non pensavo potesse allenare, ma è stato furbo. Ha iniziato dalle giovanili, s’è fatto le ossa».

In cosa Mourinho resta lo “Special One”?

«Ti dice quello che pensa, non si nasconde dietro un dito. Lo fece anche con Chivu, una volta».

Il segreto di quell’Inter?

«La carbonara. Venivo da una realtà di “pariolini”, dove si mangiava bene, ma ad Appiano vidi Thiago Motta mangiare quella pasta prima delle partite. Scherzi a parte, al netto di tutto direi l’unione. Stavamo bene, eravamo amici. Chivu era attentissimo all’alimentazione: petto di pollo e pasta in bianco».

Chi sarà l’uomo decisivo?

«Lautaro. Se gira lui, girano anche tutti gli altri».

L’Inter può vincere la Champions?

«Rispetto all’anno scorso è più forte, ci deve provare».

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