FC Inter 1908 News Interviste Prandelli: "Rinascita Nazionale? Ho la mia idea. E la Fifa capisca che il Mondiale senza Italia..."

Prandelli: "Rinascita Nazionale? Ho la mia idea. E la Fifa capisca che il Mondiale senza Italia..."

Marco Astori
Intervenuto ai microfoni di Libero, Cesare Prandelli, allenatore, ha commentato così il Mondiale americano verso la finale

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Intervenuto ai microfoni di Libero, Cesare Prandelli, allenatore, ha commentato così il Mondiale americano verso la finale di domani.

Cesare, onestamente non è stato un gran mondiale...«Non scherziamo. Diciamo che è stato proprio brutto ma è il risultato di quello che ha voluto la Fifa. Portare il numero delle nazionali da 32 a 48: idea che ha annacquato tutto evidenziando uno show non certo migliorato. Anzi».

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Infantino lo vuole portare addirittura a 64.«In quel caso la Fifa dovrebbe organizzarsi meglio, diciamo così... Va bene la simpatia di certe squadre anche pittoresche ma tutto non deve andare a dispetto della qualità».

L’Europa ci ha rimesso.«Dite pure l’Italia. Per colpe nostre non siamo andati al mondiale per la terza volta di fila ma l’assenza italiana ha peggiorato il livello. La Fifa deve capirlo, c’erano troppe nazionali di continenti nei quali il calcio non è al top». Domani sera c’è la finalissima che si attendeva? «Onestamente no. Però sono contento che due giocatori di enorme talento, il quasi quarantenne Messi e il quasi ventenne Yamal, impreziosiranno la recita finale».

Lionel ha stupito ancora. «L’azione che in semifinale ha portato al secondo gol dell’Argentina è stata qualcosa di unico: finta, controfinta e cross con il destro, non il suo piede, per Lautaro. Fuoriclasse si nasce, non si diventa».

Chi è favorito? Argentina o Spagna?«Direi 50 e 50. Sono due nazionali diverse, i sudamericani maturi e provocatori con il loro gioco duro, sospinti dal genio di Messi. Gli spagnoli sono cresciuti sempre di più, dalla prima partita, nella quale hanno deluso, sino alla finale. Il loro ct, De La Fuente, ha dimostrato una cosa importante: nella Liga tutte le squadre di club giocano alla stessa maniera, esiste un’identità forte e nel mondo c’è rimasto soltanto un modello di calcio distinguibile, proprio quello spagnolo. Tutte le altre nazionali si sono livellate e giocano a volte in modo pressoché uguale».

L’Italia?«Non mi pronuncio sul piano della nuova federazione ma ho speranze. Ho una mia idea: i tecnici federali sono stati quelli che hanno sempre portato buoni risultati alla nostra nazionale. A parte Mancini nel 2021, vi ricordo che Valcareggi e Bearzot hanno vinto l’europeo del 1968 e il mondiale del 1982 ma entrambi cresciuti nei quadri tecnici federali».