Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Salvatore Esposito parla dell'emozione di aver visto i due fratelli in campo con la maglia dell'Italia
Salvatore Esposito: "Orgoglioso di Pio e Sebastiano. A l telefono ci siamo commossi. Quando..."
Turchia-Italia è stata una gara speciale per Pio e Sebastiano Esposito. È stata la prima partita da titolari di entrambi con la maglia azzurra, un evento molto raro visto che da 111 anni due fratelli non partivano dall’inizio nell’undici azzurro.
Salvatore, quale è il suo stato d’animo, da fratello, dopo quello che è successo in Nations?
«È stata un’emozione indescrivibile, non solo per me, ma per tutta la mia famiglia. Sono felice per entrambi, ma in particolare per Sebastiano, che ormai fa parte della Nazionale, anche se non aveva ancora esordito. Devo dire che è un grande orgoglio condiviso da tutti quanti noi, perché giocare con l’Italia è semplicemente qualcosa di unico, una soddisfazione grandissima».Dove ha seguito la partita degli azzurri, lunedì sera?
«A casa, rigorosamente da solo. Devo dire che quando giocano i miei fratelli io sono piuttosto scaramantico, per cui la tradizione prevede che segua le gare senza altre persone vicino. È tutto il contrario di quel che accade quando devo giocare io, perché in quel caso mi avvicino alla partita in modo opposto, nella più totale serenità».Vi siete sentiti a fine gara?
«Sì, subito dopo. Sono stati momenti molto toccanti, direi commoventi. Per me è stata una serata fantastica».In coppia Pio e Sebastiano possono essere una delle risorse più preziose dell’Italia di Mancini che vuole tornare ad essere grande?
«Posso solo dire che sono fiducioso per il loro futuro azzurro. Hanno una grande fortuna, fra l’altro: quella di avere un commissario tecnico come Mancini che non ha certo paura di far giocare i ragazzi, se lo meritano, anche perché grazie a quella che è stata la sua carriera sa riconoscere subito il talento».Di Sebastiano, Mancini ha detto: «Ha meritato il debutto perché sta dimostrando il suo valore». Cosa ne pensa?
«Questa è sempre stata una caratteristica di Sebastiano: lui realizza soltanto dopo in quale contesto si trovi e quali siano le difficoltà che ha affrontato e superato. Sul momento, invece, vive tutto con naturalezza, ma perché ha una qualità incredibile. E come tutti i numeri dieci entra in campo sereno, va molto d’istinto, come se quella con la Turchia fosse stata una gara normale. Però stavolta non era come giocare al campetto... Proprio qui sta la sua grande forza».Pio e Seba hanno dedicato la vittoria alla nonna.
«Perché sta attraversando un momento particolare».(Gazzetta dello Sport)
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