FC Inter 1908 News Interviste Sommer: "Amo l'Inter, addio deciso insieme! Rispondo così alle critiche e su Pepo vi dico che..."

Sommer: "Amo l'Inter, addio deciso insieme! Rispondo così alle critiche e su Pepo vi dico che..."

Marco Astori
Domani sfida emozionante per Yann Sommer, ex portiere dell'Inter oggi al Bruges: lo svizzero ritroverà infatti i nerazzurri dopo l'addio in estate

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Domani sfida emozionante per Yann Sommer, ex portiere dell'Inter oggi al Bruges: lo svizzero ritroverà infatti i nerazzurri dopo l'addio in estate. Ecco le sue parole rilasciate a La Gazzetta dello Sport: «È un progetto diverso rispetto all’Inter, un differente modello di business. Qui danno fiducia ai giovani, che possono crescere in campionato e fare esperienza in Champions. Abbiamo strutture paragonabili a quelle dei grandi club europei ed è un ambiente ottimo per i giovani, ma anche per quelli meno giovani come me». Lei ha 37 anni, per quanto pensa di competere ancora al top? «Mi sento bene e ho ancora una grandissima motivazione. Voglio migliorare, allenarmi, dare tutto. Finché sarà così, continuerò. E poi amo giocare in porta: perché dovrei pensare di smettere?».

Stankovic lì è esploso, ma a Milano non trova ancora spazio, mentre in Italia guardiamo con interesse il vostro Tresoldi.«Con Stankovic ci siamo solo sfiorati, ma si dice un gran bene di lui. Tresoldi, invece, può diventare un grande attaccante europeo, lo dico al 100%. È umile, professionale e ha le qualità per giocare in un grande club».

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Si aspettava di rimanere più a lungo all’Inter con una proposta di rinnovo? È rimasto deluso ? «No, assolutamente. Ne abbiamo parlato insieme e sia il club sia io abbiamo deciso che fosse il momento giusto per separarci. È stato tutto perfetto, il rapporto tra noi è ancora ottimo. Ho amato la maglia dell’Inter e ho amato San Siro: è stato un capitolo straordinario della mia carriera». Il suo top si è visto a Milano? «Difficile dirlo. Sono felice di quello che abbiamo fatto come squadra, e io come portiere. In quei tre anni siamo stati i migliori d’Italia e penso che l’Inter lo sia ancora. Poi, mi piaceva il nostro calcio con la costruzione dal basso. All’Inter ci sono tante partite con poco lavoro per un portiere, però devi prendere decisioni importanti che molti non vedono. Non sono necessariamente grandi parate, ma contano. Io ho sempre cercato di essere costante».

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Nel terzo anno sono, però, piovute critiche per alcuni errori.«Fa parte del lavoro del portiere. Ci sono abituato, mi è capitato anche adesso al Bruges. Ho la forza per accettarle e andare oltre». Il suo ricordo più felice dell’Inter e il rimpianto più grande? «La notte incredibile e folle contro il Barça. E le due feste sul bus a Milano, circondati da un amore infinito. Quanto ai rimpianti, cerco di non averne. Perdere una finale di Champions è una delusione enorme, ma non fa più male come allora. Il Psg era molto più riposato di noi e nulla ci toglierà l’orgoglio del percorso». Con quali ex compagni nerazzurri è in contatto? «Con Akanji ho giocato tanti anni in nazionale. Ogni tanto sento Calha, Pavard, lo staff dei portieri. L’Inter sarà sempre casa, per me non si gioca in trasferta». Josep Martinez, il suo erede, ha sbagliato qualcosina. Pensa sia pronto? Che consigli darebbe? «Non ha bisogno dei miei consigli. È un ottimo portiere, con potenziale, e poi un bravissimo ragazzo: avevamo un gran bel rapporto a Milano. Ho visto alcune partite e non sono d’accordo con i giudizi: sta facendo bene, ma giocare nell’Inter è difficile, c’è tanta pressione. Io sono felice che abbia questa possibilità e che sia andato in nazionale: lo meritava, l’Inter ha investito su di lui». C’è qualcuno tra i suoi ex compagni che la sta stupendo? «Io adoro Pio. È umile, un bravissimo ragazzo. Ha tanta potenza e grande fisico. Rappresenta la nuova generazione dell’Italia. All’Inter ci sono Lautaro e Thuram, due top, ma sono giocatori diversi. Sono convinto che Pio giocherà molte più gare, in certe situazioni hai bisogno di uno così».

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Quanto è diversa dalla sua questa nuova Inter? «Sono arrivati giocatori nuovi, di qualità ed esperienza, ma è più o meno la stessa squadra aggressiva, europea. L’Inter ha la qualità per vincere la Champions. Per me sarà speciale ed emozionante affrontarla, uscire dal tunnel e vedere San Siro: è un’immagine che ho ancora in mente, ma io e i miei compagni cercheremo di rendere la serata difficile...».

Come?«Abbiamo grande potenziale, giovani di qualità, anche se con meno esperienza: ci sono tanti nazionali e un gruppo di forte carattere. In Champions contano i dettagli e per battere una big serve la giornata giusta, ma il Bruges può stupire anche in Europa». Un messaggio agli ex tifosi prima della partita del cuore? «Grazie. Grazie ancora per questi tre anni meravigliosi. Errori, trionfi, notti indimenticabili, ci metto dentro tutto. I tifosi nerazzurri sono speciali, come è speciale l’Inter. Ma, perdonatemi, adesso difendo il Bruges e voglio vincere di nuovo a San Siro».

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