Stramaccioni: "Inter profonda, ma la Roma è più vicina. Chivu, bicchiere pienissimo. E Barella..."
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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex tecnico Andrea Stramaccioni ha parlato della grande sfida di sabato sera tra Roma e Inter
Roma-Inter per lei è speciale: il ricordo più bello con entrambe?
«Molti, ma vorrei menzionare due uomini che mi hanno accompagnato sempre: Bruno Conti e Massimo Moratti. Gente così non esiste più».
Cosa le viene in mente se le dico Gasperini?
«Era l’estate del 2003, il Crotone era in Serie C1 e aveva l’obbligo di allestire una Primavera. Peppe Ursino, direttore sportivo, voleva un osservatore economico nel centro Italia. Io avevo 23 anni e organizzavo dei raduni con l’AZ Sport. In prima squadra c’era Gasp».
Riguardo Chivu, invece?
«Un giocatore di un’intelligenza superiore. Le racconto un aneddoto relativo al mio debutto contro il Genoa. In settimana gli dissi che avrei preparato uno schema solo per lui. “Loro marcano a uomo”, gli svelai. “Ci muoviamo a inganno per liberarti, tu arrivi da dietro e calci al volo”. Lui mi rispose con la sua solita ironia: “Sei sicuro? Qui è da tanto che non preparano uno schema per me, anche perché non so se arrivo così lontano”. Alla fine, riuscì a calciare. La palla finì alta. Parlava molto, dava consigli. Era già un allenatore in campo».
Insomma, Roma-Inter è già una sfida scudetto?
«È presto, ma chiunque vinca darà una prima spallata alla concorrente, mettendo morale in cascina. Anche perché con la maxi sosta, nel bene e nel male, le analisi riecheggiano più a lungo».
Martinez è un problema per i nerazzurri?
«No, gli errori fanno parte del percorso. L’Inter ci ha puntato, siamo solo a 5 partite. Chivu lo difenderà fino alla morte».
L’Inter crea molto, ma a volte concretizza poco (vedi la sconfitta col Real). Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
«Ma quale mezzo, per me il bicchiere è pienissimo. Siamo alla quarta giornata e l’Inter già ha il doppio dei punti dell’anno scorso. Ha mandato in gol nove giocatori e quando accelera mette paura. Creano occasioni a grappoli. Ha concesso qualche gol di troppo, ma la maggior parte a causa di errori individuali assolutamente evitabili».
Capitolo Roma: Malen ha ritmi da capocannoniere, ci riuscirà?
«Ora è diventato un “sorvegliato speciale”. La chiave saranno gli assist di Dybala, ma se la giocheranno lui e Lautaro».
Quali saranno le chiavi della sfida?
«La Roma rovescerà il vertice offensivo per occuparsi di Zielinski e non farà costruire i braccetti. E poi occhio alle fasce. La chiave sarà l’insolito duello tra Wesley e Diouf. Per l’Inter, invece, citerei i movimenti delle punte in combinazione con Barella: questo può dare fastidio alle marcature a uomo della Roma. È innegabile che il credo “gasperiniano” soffra alcuni aspetti del 3-5-2. Da gennaio 2010, contro allenatori che usano questo modulo - vedi Conte, Simone Inzaghi e lo stesso Chivu -, Gasp ha perso dieci volte e pareggiato quattro».
Chi l’ha sorpresa?
«Zielinski, Balerdi e Dybala: sono felice di vederlo così in forma. Comunque, entrambe le squadre si sono rinforzate, l’Inter è più profonda ma Gasperini ha accorciato molto il gap».
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