FC Inter 1908 News Interviste Tresoldi, parla il padre: "Sogna il Milan. Se lo chiamasse l'Inter? Non sono sicuro che..."

Tresoldi, parla il padre: "Sogna il Milan. Se lo chiamasse l'Inter? Non sono sicuro che..."

Andrea Della Sala
Il padre dell'attaccante del Bruges ha parlato della sfida di questa sera e della scelta della Nazionale

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Tra le fila del Club Brugge c'è anche un attaccante di origini italiane che sta stupendo tutti, Nicolò Tresoldi. Queste le parole del padre, Emanuele, intervistato da La Gazzetta dello Sport:

Emanuele, cosa prova in queste ore?

«Emozione e orgoglio. Nicolò piano piano sta raccogliendo i frutti del suo lavoro: ha faticato ad affermarsi perché non aveva il talento di un fuoriclasse o il fisico di un corazziere. Eppure, eccolo qua. Un padre non potrebbe desiderare di meglio».

Le farà piacere constatare che Nicolò si stia rivelando più forte di lei.

«Non c’è dubbio. Io sono più bravo a sciare (ride, nda). Ma solo perché lui per contratto non può...».

Nato a Cagliari, Tresoldi junior è esploso in Germania.

«E’ successo tutto per caso. Noi abbiamo girato molto per il mestiere di mia moglie, che si occupa di aviazione civile. A un certo punto sembrava che ci dovessimo trasferire a Liverpool. Invece ci toccò la sede di Hannover, dove Nicolò ha dimostrato di poter fare il calciatore».

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Come sta andando a Bruges?

«Molto bene. E’ stato un bel salto dalla B tedesca ma gli è servito per crescere come uomo. La madre abita con lui, lo aiuta nelle incombenze domestiche: essere soli lontano da casa non è semplice».

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In cosa deve migliorare calcisticamente?

«Essendo un attaccante completo senza specifiche virtù, deve crescere in tutto. Lo farà».

Già ha attirato l’attenzione di Roberto Mancini però. Come andrà a finire?

«Ne abbiamo parlato tanto ma sarà Nicolò a decidere cosa sia meglio per lui. Di sicuro sceglierà con il cuore, non per l’opportunità tecnica».

Perché non ha ancora dato una risposta alla Nazionale?

«Perché ha dovuto gestire una situazione più grande di lui. Ha promesso al ct tedesco dell’Under 21 che avrebbe completato il ciclo: può battere i record realizzativi di categoria, visto che gli mancano 2 gol. Dopo l’Europeo si vedrà: speriamo intanto che si confermi ad alti livelli».

Il ct dei grandi, Klopp, sta facendo pressioni?

«Si è fatto sentire, come era normale che fosse».

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Da italiano, sarebbe dispiaciuto se suo figlio scegliesse di rappresentare la Germania?

«Dispiaciuto è una parola grossa. Certo, io sono italiano e lo è anche Nicolò, per nascita e famiglia. Ma esistono legami di riconoscenza che è impossibile ignorare. Lui è cresciuto là, parla quattro lingue, è un cittadino del mondo. In ogni caso deluderà qualcuno. Ma andrà rispettato».

Giocherà mai in Serie A?

«Magari sì. Il suo sogno è indossare la maglia del Milan».

E se lo chiamasse l’Inter, l’avversaria di oggi?

«Non sono affatto sicuro che accetterebbe. L’animo del tifoso potrebbe prevalere».

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