Vidal: "Conte o Inzaghi? Antonio è di un altro livello. Mai pentito di essere stato all'Inter"
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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex centrocampista di Juve e Inter Arturo Vidal ha parlato del momento dei bianconeri e anche del suo periodo in nerazzurro:
Cosa manca alla Juventus?
«La Juventus, se vuole tornare a vincere, deve fare le cose in modo ordinato: scegliere bene l’allenatore e il tipo di calcio. Ma la cosa più importante saranno sempre i giocatori. Alla Juventus serve gente di livello e personalità, affamata e vincente. Altrimenti è dura trionfare».
Le fa effetto la Juventus in difficoltà e Conte a “casa”?
«Antonio è un allenatore straordinario, il migliore in assoluto a livello tattico: non mi stupisce che i tifosi sognino il suo ritorno. Conte è impressionante per come studia la partita, gli avversari e ti trasferisce quello che dovrai fare in campo. È un vincente, trasmette la sua mentalità a tutti. Sono convinto che Antonio saprebbe restituire alla Juve lo spirito e l’ambizione di voler vincere tutto».
Conte “pesa” davvero come un grande giocatore?
«Sì, come un colpo da cento milioni. Lo ha dimostrato ovunque: quando ti guida Antonio, hai la garanzia che lotterai fino alla fine per il campionato. E quasi sempre trionfi. Però nessuno vince da solo, neppure lui: va circondato di giocatori forti e con mentalità. Noi avevamo il centrocampo migliore del mondo: Pirlo, Marchisio, Pogba, io... E una squadra spettacolare: è mancata solo la Champions».
La volta che ha fatto arrabbiare di più Conte?
«A Miami, durante una tournée estiva. Ci faceva allenare come pazzi. Gli ultimi due giorni dice: “Vi concedo una serata libera, ma domani allenamento alle 8 del mattino e si corre, poi torniamo in Italia”. Avevamo il permesso di rientrare in hotel entro le 2 della notte e l’appuntamento per la partenza del pullman era alle 8 di mattina. Io mi sono presentato direttamente alle 8 e dieci con gli occhiali da sole, Conte era nero in viso per il mio ritardo e ci ha fatto sudare di brutto. Mi sono messo in testa al gruppo, ancora adesso non so come: non avevo dormito, nelle curve un po’ soffrivo».
È stato allenato da Guardiola e Ancelotti al Bayern: differenze con Conte?
«Come valore assoluto, sono i tre migliori. Guardiola ha una visione del calcio incredibile, Ancelotti è straordinario nella gestione dei gruppi e dei giocatori. Conte è il migliore tatticamente e fa sì che tutti siano pronti a lasciare la vita per lui in campo. Trasmette un’energia, una fiducia e una voglia di vincere incredibili».
Lei ha avuto Conte anche all’Inter, dove poi ha incrociato Simone Inzaghi: altro candidato per il futuro della Juventus. Tra i due?
«Grandi allenatori, ma Conte è di un altro livello: è un vincente nato. Non a caso Inzaghi all’Inter è ripartito dal 3-5-2 di Antonio. Tra i due scelgo Conte, senza alcun dubbio. Dopo l’addio di Conte ho avuto meno spazio di quel che avrei voluto, però non sono pentito di essere stato all’Inter: ho vinto anche lì».
Da Spalletti, vincitore dello scudetto col Napoli, si aspettava di più in bianconero?
«Più che da Spalletti, mi aspetto di più dalla Juve. Il sesto posto della passata stagione è un fallimento, a prescindere dall’allenatore. Un club con quella storia deve sempre lottare per vincere il campionato».
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