FC Inter 1908 News Interviste Vieri: "Inter, è ora di cambiare passo. Milan e Juve non da scudetto. Esposito? Batterà Riva"

Vieri: "Inter, è ora di cambiare passo. Milan e Juve non da scudetto. Esposito? Batterà Riva"

Andrea Della Sala
Le parole di Vieri su Esposito, sull'Inter di Chivu e la Nazionale di Mancini

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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex bomber dell'Inter ha parlato del campionato, di Esposito e della Nazionale di Mancini:

«Sosta lunga? Ma che roba è? Una roba ridicola. Venti giorni fermi, quattro partite in undici giorni: mica è un Mondiale o un Europeo. No, non ha senso: stavolta l’Uefa ha toppato proprio».

Christian Vieri, in compenso le è piaciuta la Nazionale, no?

«Sì, molto. Ma non avevo dubbi sul Mancio».

In realtà ce n’erano stati molti ad accompagnare il suo ritorno.

«Non me ne frega nulla di dire se aveva sbagliato, e quanto: aveva già detto tutto lui, no? Io ero sicuro di due cose, che mi piacciono molto: lui cambia le squadre e dà spazio ai giovani. E dare fiducia ai giovani, crederci, insistere, è molto importante per il nostro calcio. Perché lo fanno in pochi e il suo esempio conta».

Di Pio Esposito parliamo dopo. Quel gol di Scamacca contro la Turchia, una botta forte e di rabbia: sembrava un po’ Vieri, vero?

«No, sembrava Scamacca. Bel gol, gli serviva perché qualche infortunio non gli aveva consentito di avere continuità: fare un gol in Nazionale è importante anche a livello mentale, ti carica. Ti fa venire ancora più voglia di migliorare».

Simile a Vieri almeno in una cosa: «Non ho esultato perché ero troppo stanco». Lo diceva anche lei, qualche volta.

«Giocare in Nazionale è ancora più faticoso, fidatevi».

La maglia azzurra avrà caricato anche Maldini?

«Daniel ha bisogno solo di giocare: spesso, non ogni tanto. Serve a lui e poi anche a chi deve valutarlo. Se ne giochi una sì e due no, è difficile capire a che livello sei. Così, invece, lui si rende conto se è pronto e chi deve farlo giocare sa se può farci affidamento davvero. Per questo andare a Cagliari è stata una buona scelta: meglio una squadra più piccola, ma dove giochi trenta partite, magari per 90 minuti. Capisci come allenarti bene per essere sempre al top fisicamente e mentalmente, prendi botte tutte le settimane, e cresci».

Anche per Kean, buona scelta andare a Como?

«Se gioca, sì. Ma per lui è diverso: è un attaccante completo, attacca bene la profondità, fa gol, dunque ha sempre giocato. E sicuramente a lui serve ancora di più, per la struttura fisica che ha».

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