Young: "Conte? Un pazzo, poteva fare riunioni da 4 ore. La gente finisce per stancarsi di lui"
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Ashley Young, ex esterno inglese con un passato anche all'Inter, nel corso di un'intervista concessa al podcast "The Overlap" ha parlato di Antonio Conte, suo tecnico ai tempi in cui indossò la maglia nerazzurra: "Se è lui che viene accostato a grandi club o è lui che si propone? Sai una cosa? Direi la seconda. Credo che sia lui a proporsi per l'incarico, parlando di grandi club, della volontà di riportare in auge la loro storia e cose del genere. Ho lavorato con lui a Milano: è pazzo, davvero! È un po' come Diego Simeone a bordo campo: non smette mai di farsi sentire. E poi, quando sono arrivato lì, eravamo in pieno periodo Covid: lo stadio era vuoto, quindi lo si sentiva ancora di più. Gli allenamenti erano intensissimi, con tantissima corsa: doppie sedute di allenamento, un certo modo di giocare e poi quelle sessioni "ombra" in cui provavano soluzioni tattiche alternative".
"Le riunioni erano lunghe. Quando dico lunghe, intendo dire che se perdevamo una partita, potevamo ritrovarci a fare una riunione subito dopo: il tutto bloccava letteralmente ogni altra attività e si poteva restare lì per tre, quattro ore. Viene da dire: "Dai, cerchiamo di essere seri!". Credo sia proprio uno dei motivi per cui non resta mai a lungo nei club in cui lavora: non mette alla prova solo i giocatori dal punto di vista mentale, ma anche la dirigenza e i proprietari. Penso che le persone finiscano per stancarsi di lui e arrivino a pensare: "È ora che tu te ne vada". Lui al Manchester United? Se i giocatori non hanno intenzione di correre e arriva Antonio Conte, credo che sarà un disastro. Prima di andare all'Inter, ho parlato con i giocatori del Chelsea e ho chiesto: "Allora, com'è fatto?". E loro mi hanno risposto: "Dovrai correre un sacco". Fantastico!".
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