Zamorano: "Inter, basta paura: Chivu la guida. Se Barella e Lautaro fossero un vino..."
�Contro l’Arsenal non ci si deve snaturare, anche quando gli inglesi attaccano: credere nel sistema Chivu, questo è il segreto», così Ivan Zamorano, dettando il piano tattico per la gara di stasera dell'Inter. Il cileno ha concesso una interessante intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport.
Zamorano, l’Arsenal è l’avversario più tosto che poteva capitare in questa Champions?
�È un po’ più “spagnolo” che inglese: gioca molto bene, ha la palla attaccata al piede con calciatori tecnici e non solo fisici, quando va a cercare il gol lo fa a velocità supersonica. Diciamo che è la squadra che ruba più l’occhio in Europa oggi, però non è certo invincibile: ha anche debolezze e negli ultimi match ha faticato molto. L’Inter può farle male, soprattutto se San Siro ti esalta».
Nella sua percezione, l’Inter è allo stesso livello di questo Arsenal o un gradino sotto le super big?
�Perché un gradino sotto? Perché ripensiamo al 5-0 di Monaco? Basta, Chivu lo ha cancellato dalla mente. Tutte le grandi squadre hanno momenti negativi, conta molto di più il modo in cui si è rialzata dopo quel cazzotto durissimo. Anzi, da quella difficoltà, è nata un’Inter migliore, anche dal punto di vista del gioco e non era facile. Il gruppo è andato avanti con Chivu, senza più paura».
Le piace la nuova era, quindi?
�Mi sto godendo la crescita enorme, sorprendente, dell’allenatore. Arrivava da anni in cui il suo obiettivo era la formazione dei giocatori, non la vittoria. Per mentalità, conoscenza dell’Inter, competitività su tutti i fronti, è perfetto in questo momento. Sta dando sempre più la sua impronta: piace anche ai giocatori, e si vede».
La stupisce che la squadra domini in A senza raccogliere niente dagli scontri diretti?
�Battere quelli che lottano con te per il campionato è importante, ma quando non ci riesci e resti comunque primo non è poi così male, no? Conta solo non perdere la distanza che hai guadagnato sugli altri. Se superi gli scontri diretti, ma non le altre partite, allora meglio restare così».
Da 9 a 9, che idea si è fatto di Pio?
�Ha un futuro luminoso davanti, quanto non possiamo ancora dirlo. Da tantissimo tempo, però, non parlavamo di un centravanti “naturale” come lui e... italiano: sarà il 9 azzurro e, se ancora non gioca titolare nell’Inter, è solo perché davanti ha due “mostri” come Lautaro e Thuram. Ora è il momento della pazienza, stare vicino a chi è più grande gli servirà al momento opportuno».
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