FC Inter 1908 News Rassegna stampa Agresti: "Milan e Juve non pronte per stare lassù! Lazio? Per tenere il passo dell'Inter..."

Agresti: "Milan e Juve non pronte per stare lassù! Lazio? Per tenere il passo dell'Inter..."

Marco Astori
Tra le pagine dell'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, Stefano Agresti ha analizzato così la giornata di Serie A e i risultati di ieri

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Tra le pagine dell'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, Stefano Agresti ha analizzato così la giornata di Serie A e i risultati di ieri: "Juve e Milan non sono pronte per stare lassù. Hanno avuto un sussulto prima della pausa per le nazionali, hanno ottenuto una vittoria a testa che ha permesso loro di passare in serenità la sosta più lunga di sempre, ma i limiti (tecnici) sono riemersi non appena il campionato è ricominciato, così come sono sembrate di nuovo discutibili certe scelte (dei tecnici). Per dire: se Zhegrova è il trequartista bianconero più in forma, perché non gioca dall’inizio e dobbiamo aspettare il secondo tempo per vederlo dribblare, inventare, calciare in porta? E ancora: se Cisse è stato uno tra gli azzurrini più brillanti, e in rossonero è già stato decisivo, come può entrare solo al 78’? Spalletti e Amorim sembrano percorrere la stessa strada, virtuosa solo a sprazzi.

Stavolta a dividerli sono stati soltanto i loro discussi centravanti: la Juve (che è sembrata più viva del Milan) ha finalmente beneficiato del gol di Kolo Muani, mentre Gonçalo Ramos non riesce a trasferire in campionato i fluidi positivi che lo spingono nel Portogallo. Ma il risultato alla fine è lo stesso: uno a uno. Così il distacco dalla vetta torna ad allargarsi, e Cagliari e Sassuolo si godono un’altra giornata di meritata gioia. Non ci aspettavamo che la prima partita senza gol di questa Serie A fosse Como-Roma, dopo cinquantatré incontri di campionato nei quali non era apparso lo zero a zero. Ma Fabregas e Gasperini non hanno fatto finta di giocare accontentandosi del pareggio, anzi hanno cercato entrambi — ognuno a modo suo — il successo. Senza esagerare, però, e senza prendersi rischi eccessivi. Mettiamola così: hanno provato a vincere con rispetto dell’avversario. Così Cesc ha tenuto fuori Baturina e ha messo dentro Caqueret, mentre Gian Piero ha preferito Pellegrini a Soulé e Mora.

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Le occasioni comunque ci sono state e, fino all’espulsione di Malen, la partita è stata bella benché senza gol; poi la Roma ha dovuto soprattutto tamponare. Detto tutto questo, resta il fatto che la squadra del giorno è la Lazio, al quinto successo in sei giornate, un percorso macchiato in modo parziale solo dal pareggio contro il Milan (dopo avere dominato il primo tempo). Certo, battere il Monza non è un’impresa memorabile, ma lo è — indiscutibilmente lo è — quanto stanno facendo Gattuso e i suoi calciatori dall’inizio del campionato. Chi avrebbe mai potuto immaginare che una squadra accompagnata dallo scetticismo e abbandonata dai tifosi, messa nelle mani di un allenatore che aveva appena fallito la qualificazione al Mondiale con l’Italia, indebolita dalla cessione di Gila e potenziata solo con prestiti e svincolati, riuscisse a competere così a lungo a questi livelli?

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A Roma, soprattutto dopo l’eliminazione in Coppa Italia a opera del Mantova, nessuno osava guardare in alto e anzi molti consigliavano di scrutare in basso, temendo un coinvolgimento dei biancocelesti addirittura nella lotta per la retrocessione. Sbagliato. E allora, in questo momento entusiasmante per la Lazio, è opportuno sottolineare i meriti straordinari di Gattuso. Meriti tecnici, intendiamo. Rino passa per uno che lavora sul carattere, sul cuore, sul gruppo, ed è tutto vero, ma si fatica a riconoscergli valori calcistici importanti. Invece la sua squadra sa stare in campo, gioca spesso bene, ha le idee chiare e sfrutta al massimo le qualità di ogni giocatore. Gattuso, insomma, in questa sua avventura romana si sta dimostrando un allenatore più completo e moderno di come spesso viene rappresentato. Solo con il carattere non si tiene il passo dell’Inter: qui ci sono anche le idee. E domenica i biancocelesti affronteranno in trasferta la Juve — che giovedì giocherà a Vigo in Europa League — con cinque punti di vantaggio sui bianconeri".

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