Capello: "Italia, per favore basta passaggini. Come si fa a segnare se si gioca così?"
Scegli Fcinter1908.it come tuo sito preferito su Google: clicca qui
Della sconfitta dell'Italia contro il Belgio, nella prima di Roberto Mancini, ha parlato sulle pagine de La Gazzetta dello Sport l'ex tecnico Fabio Capello:
"Italia, per favore, basta “passaggini”: serve molta più verticalità per riuscire a fare male agli avversari, lì davanti. Ieri sera, contro il Belgio, si è notato nitidamente: per preparare i prossimi impegni la squadra di Roberto Mancini può ripartire da quanto mostrato di buono - a tratti - nel secondo tempo, ma per arrivare a essere efficaci in attacco serve trovare alternative alle giocate laterali: verticalizzazioni e cross. Nel primo tempo l’Italia sentiva probabilmente parecchia responsabilità e purtroppo gli Azzurri non sono riusciti a esprimersi come sanno.
Il Belgio invece ha giocato con più velocità e determinazione: ha fatto ciò che ha voluto, purtroppo. Noi abbiamo approcciato questa prima partita di Nations League con troppa preoccupazione, si è vista poca roba e prima dell’intervallo è stato Donnarumma a salvarci con le sue parate. Nel secondo tempo abbiamo invece avuto delle occasioni che non siamo stati bravi a sfruttare, però ho avuto l’impressione che Mancini debba trasmettere ai calciatori la necessità di tentare dei cross: non si può giocare sempre lateralmente senza occupare l’area di rigore dove c’era sempre e soltanto Kean, una volta uscito Pio Esposito. Come si può segnare, se si gioca in questo modo?
Gli Azzurri devono riguardare la partita e osservare la mancanza determinazione nel recupero di palla, non si è quasi mai vista. Comunque io vedo qualcosa di positivo per il futuro, a partire da quanto mostrato nel secondo tempo, anche se mancava la convinzione di essere protagonisti e vincenti: abbiamo giocato con la scimmia sulla spalla. Lasciamola da parte e giochiamo.
Mancini è atteso da un lavoro di testa, prima di tutto: ripartendo dalla ripresa, si sottolinei come siano mancati i cross, come si sia occupata poco l’area e quanto poco si sia andati al tiro, solo qualche volta da fuori area. E poi quel raddoppio in contropiede di Lukebakio era certamente da evitare... A mia impressione, l’ingrediente che più ci manca è la prontezza di scattare per andare a recuperare il pallone. Non significa correre tanto per farlo: serve cambiare ritmo con l’obiettivo di andarsi a riprendere la palla.
È vero, siamo stati pericolosi su calcio d’angolo, ma questo spiega proprio la nostra difficoltà a occupare bene gli ultimi metri di campo quando c’è l’azione da costruire. Basta “passaggini”, più verticalità: può essere questo lo slogan più adatto per augurarsi una Nazionale più efficace già dalla prossima partita.
© RIPRODUZIONE RISERVATA