FC Inter 1908 News Rassegna stampa Condò: "Nazionale ecosistema di 60 giocatori: mettiamoci a remare insieme perché..."

Condò: "Nazionale ecosistema di 60 giocatori: mettiamoci a remare insieme perché..."

Marco Astori
Tra le pagine dell'edizione odierna del Corriere della Sera, Paolo Condò, giornalista, ha parlato così della Nazionale verso gli impegni di Nations League

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Tra le pagine dell'edizione odierna del Corriere della Sera, Paolo Condò, giornalista, ha parlato così della Nazionale verso gli impegni di Nations League: "I 34 giocatori che domenica sera hanno raggiunto Coverciano, ai quali vanno sommati i 25 dell’Under 21 che mai come ora vanno considerati integrati alla Nazionale maggiore, più che una convocazione costituiscono un ecosistema. Aggiungiamo gli infortunati Palestra, Cristante e Dimarco e siamo a circa 60 giocatori nei quali è contemplato il nostro presente, il futuro prossimo e in alcuni casi quello lontano. Le tre qualificazioni mondiali mancate di fila e l’ultimo poverissimo Europeo hanno sfilacciato il rapporto viscerale fra gli azzurri e la gente: non solo per i risultati — che ovviamente contano — quanto per la sensazione di trovarsi su una china di impoverimento alla quale nessuno provava a porre rimedio.

Foto figc.it

All’umiliazione finale di Zenica, l’eliminazione da parte di una Bosnia che dal punto di vista tecnico ci è nettamente inferiore, ha fatto almeno seguito un round elettorale che ha portato un risultato chiaro a favore di Giovanni Malagò, un decisionista molto inviso ad alcuni ministri per antiche ruggini — s’intuisce — umane prima che politiche. Da quando ufficializzò la candidatura, passata col 70 per cento dei consensi, Malagò è sottoposto a una specie di Var vecchia maniera (non quella light di Orsato), una ricerca al microscopio di qualsiasi cavillo pur di annullare la sua elezione. Non sappiamo come finirà la storia del tesseramento, sappiamo però che i tifosi della Nazionale — quelli da riguadagnare alla causa — non comprendono il motivo per cui nemmeno una crisi così lunga e dolorosa riesca a far sì che si remi tutti dalla stessa parte, governo, Coni e Federcalcio. Non che Malagò sia infallibile, s’intende.

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L’abbiamo criticato per la gestione del caso-Maldini, un’occasione perduta, e per la nomina di Roberto Mancini, sul quale pesava la decisione di dimettersi tre anni fa per cogliere un evidente vantaggio economico allenando l’Arabia Saudita. Una questione etica, sulla quale non abbiamo cambiato opinione. Ma ora che Mancini è tornato a essere il ct dell’Italia, i giudizi che ne daremo saranno esclusivamente tecnici, e non essendo mai stata la dimensione professionale il problema, siamo speranzosi di poter accompagnare con lui la rinascita del nostro calcio. I 60 di Mancini&Baldini — ci auguriamo che il loro rapporto sia saldo — contengono ciò che resta dei campioni d’Europa 2021, gli italiani più forti della Serie A e quelli top chiamati in Premier, i giovani che si stanno facendo luce, quelli emigrati per trovare più spazio e gli italiani di seconda generazione che negli altri sport hanno già sfondato, e nel calcio sarebbe ora.

Anche Mancini è un decisionista: lo fu all’epoca con Zaniolo (che guarda caso ritorna), lo è stato ancor di più in queste convocazioni, un salto in avanti che i razzisti non apprezzeranno. Se ne facciano una ragione: Doumbia e Zoma sono due perle nostre, cresciute nell’Albinoleffe. La stessa convocazione di Daniel Maldini, per il momento in cui è venuta e non per la qualità indiscutibile del ragazzo (al terzo gol di fila nel Cagliari), assomiglia a una mossa distensiva nei confronti di Paolo che richiama lo spirito della vogata collettiva nella stessa direzione. Alla norvegese, se ci passate la battuta. Mentre Baldini persegue l’obiettivo dell’Europeo e magari dell’Olimpiade, e Mancini ha fatto bene a lasciargli alcune forze tipo Pisilli, l’Italia maggiore debutta in una Nations contro due nazionali impegnative ma alla sua portata (Belgio e Turchia) e la Francia che abita un empireo molto distante. Poniamo un primo traguardo: 9 punti (due vittorie, tre pareggi, una sconfitta) e siamo certamente ai quarti. È ambizioso, quindi mettiamoci a remare".

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