FC Inter 1908 News Rassegna stampa Monza, Varela: "San Siro tra i templi del calcio. Dell'Inter mi piace tantissimo..."

Monza, Varela: "San Siro tra i templi del calcio. Dell'Inter mi piace tantissimo..."

Daniele Vitiello
Le parole dell'attaccante portoghese nell'intervista rilasciata a poche ore dal calcio d'inizio di Inter-Monza di questo pomeriggio

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Toccherà a Gustavo Varela provare a guastare il clima d'euforia oggi a San Siro per l'Inter. I Campioni d'Italia ospiteranno il Monza per il primo impegno della nuova stagione: Juric si affiderà al portoghese per provare a regalarsi subito una grande gioia. Il ragazzo ha parlato alla Gazzetta dello Sport a poche ore dal calcio d'inizio dell'incontro.

Varela, attaccante portoghese del Monza. Lei è un caso quasi unico: col Benfica B due anni fa ha sfidato per due volte suo padre Fernando.

«Una delle cose più belle che mi siano capitate finora nel calcio. Un impasto di emozione, ansia e felicità. I giorni precedenti ne abbiamo parlato tanto, scherzando su chi avrebbe vinto. In campo è cambiato tutto, ognuno per sé, ma sentivamo che stavamo vivendo qualcosa di unico. Gomitate? No, non me ne ha date. Siamo stati alla larga l’uno dall’altro per cercare di non farci del male».

Il Monza ha creduto in lei: acquisto a titolo definitivo.

«Ringrazio i dirigenti per avermi fortemente voluto. Qui c’è tutto quello che serve per essere felici e lavorare al meglio.Ho trovato una società all’avanguardia nelle strutture, nella filosofia e nelle persone. Si punta sui giovani per davvero e si percepisce».

Prime impressioni?

«La squadra è di qualità, si lavora molto e ogni giorno cerco di raggiungere il livello che mi viene richiesto. Mi ha colpito Cutrone: è tecnico e molto generoso. Stiamo cominciando a capirci come si è visto in Coppa Italia. Potremmo formare una bella coppia. Qui l’asticella è alta. Questo è un campionato molto più duro rispetto a quello da cui provengo, sotto tutti i punti di vista. Juric mi ha chiesto di essere felice, di aiutare i compagni e di dare il meglio di me senza tirarmi indietro, pensando sempre alla squadra e giocando per il collettivo. E devo dire un’altra cosa: con lui si lavora tanto, tantissimo. Come non ho mai fatto in vita mia».

La stagione che sta per cominciare parla portoghese: siete 14 in Serie A.

«Un po’ sì. Leao, Gonçalo Ramos che è un grande attaccante, Rodrigo Mora mio compagno in Under 21 e gran talento e poi tutti gli altri. Non so, può darsi che per noi l’adattamento sia più facile per via della lingua, per il modo di vivere e poi perché in Portogallo ci sono scuole calcio che ti preparano a un campionato come il vostro. Sicuramente, le qualità tecniche hanno un ruolo importante nel processo di inserimento, il vostro campionato a noi piace. Ma se penso a un portoghese in A il primo che mi viene in mente è Rui Costa, mio presidente al Benfica. Il modello però è Lukaku: forte fisicamente e tecnico, spero di adattarmi alla A come ha fatto lui».

Esordio con l’Inter a San Siro. Meglio di così…

«Sono emozionato e orgoglioso. San Siro è uno dei templi del calcio. Lautaro mi piace moltissimo: è molto tecnico e fa un grande lavoro anche per la squadra. Quando c’è lui in campo si vede la differenza. E poi Thuram, un altro che gioca nel mio ruolo e che seguo con attenzione. Sarà una grande sfida per noi, ma penso anche per loro, all’esordio da campioni in carica».

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