Inter, Chivu ritrova quasi tutti: numeri già super, ma c’è un dato che fa riflettere
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Cristian Chivu recupera (quasi) tutte le sue armi a disposizione. Al ripresa del campionato e della Champions League, l’Inter avrà a disposizione praticamente tutta la rosa, fatta eccezione per John Stones, che si era fermato contro l’Udinese per una lesione muscolare e verrà valutato nei prossimi giorni.
Una gran bella notizia per Chivu, che potrà contare sui suoi uomini in vista del tour de force con sette partite in programma in tre settimane.
Calhanoglu e Spence
“Calhanoglu invece da domani dovrebbe tornare in gruppo ad Appiano mentre l’atteso Spence, freccia della fascia destra, ha testato le gambe ieri nell’amichevole contro il Lumezzane e potrà giocare uno spezzone di partita già sabato contro il Parma” riferisce La Gazzetta dello Sport.
Inter udinese risultato finale 5 2
I due fattori per Chivu
“L’abbondanza e la qualità sono fattori che Cristian Chivu conta di sfruttare per migliorare i numeri già strepitosi registrati nelle prime cinque giornate della Serie A. I campioni d’Italia hanno fretta di confermarsi tali e, al netto di qualche black-out che li ha obbligati tre volte a risalire da 0-2, stanno applicando i propositi di dominio: quando porteranno a 60-70 minuti il loro rendimento impareggiabile per la concorrenza, potranno essere competitivi anche in Champions League, dove il margine di crescita rispetto alla scorsa stagione è sensibile”.
I numeri dell’Inter
“L’Inter ha sofferto nella fase difensiva, tanto da concedere un gol di più rispetto all’anno passato (8 contro 7): è un elemento sul quale riflettere e lavorare, per minimizzare gli effetti degli errori. In compenso sono stati valorizzati enormemente gli sforzi offensivi, la ricerca continua e rapida della porta avversaria: con soli due gol in più, è entrato in deposito un prezioso +4 in classifica. Eppure Chivu sa bene che si può anche attaccare meglio: la squadra ha costruito già 28 grandi occasioni da rete ma ne ha sprecate 20. Significa che dei 15 gol realizzati, quasi la metà è derivata non dalla facilità della conclusione ma da un pezzo di bravura fuori dall’ordinario. Inatteso, per seguire la terminologia anglosassone degli expected goals, l’indicatore che misura il grado di pericolosità: in questa classifica però l’Inter è quasi allineata alla realtà (14,68 gol attesi contro 15 effettivi) proprio grazie alle invenzioni individuali, tipo i tiri proiettile dalla distanza di Calhanoglu o i colpi da biliardo di Lautaro. D’altra parte però 20 sbagli sotto porta possono pesare non poco sui risultati. Ecco perché sulla ferocia realizzativa Chivu intende spingere da domani in allenamento, nell’ultima settimana senza impegni agonistici”.
Potenzialità inesplorate
“Intanto i tifosi interisti possono godersi un gruppo di giocatori dalle potenzialità ancora inesplorate: appena l’Inter alza il ritmo, frontalmente o lateralmente, per gli altri arrivano problemi in serie. E’ successo anche alla Roma, prima della pausa, e persino al Real Madrid, che nel finale della sfida del Bernabeu ha rischiato di essere raggiunto. Tra i dati interessanti vanno segnalate la precisione nei passaggi (89,9%) e nei lanci lunghi (64,6%) dentro a un possesso palla medio del 63% e soprattutto la sequenza media degli scambi, che misura la durata del mantenimento del pallone: siamo vicini ai 14 secondi. Questo racconta quanto sia difficile aggredire l’Inter, che è in grado di gestire il pressing con una buona maturità. Ma è complicato frenarla anche sulle fasce dove Diouf da una parte (aspettando Spence) e la coppia Dimarco-Carlos Augusto dall’altra sanno allargare il gioco con profitto generando frequenti minacce: gli 8,2 cross riusciti a partita, con il 37,3% di precisione, sono un’opzione di gioco che aumenta l’imprevedibilità. E si può fare meglio, questo ad Appiano l’hanno capito subito”.
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