Inter, il dato sul possesso palla inchioda i nerazzurra. In Europa serve un cambiamento
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L'Inter vuole cambiare passo in Champions League, dove nelle prime due sfida ha raccolto 0 punti. Stasera giocherà con lo Shakhtar e i nerazzurri hanno individuato uno degli aspetti da migliorare.
"Un elemento da rivedere e sistemare in chiave Champions è il possesso palla prolungato, spesso lento e in orizzontale. Il gol di Marcus Thuram sabato a Bologna è arrivato al termine di una lunga tessitura di passaggi, ma siamo abbastanza certi che in Europa la trama che ha portato al cross di Barella sarebbe stata interrotta in precedenza. Un dato relativo alle partite di Serie A prima della sosta per la Nations diceva che l’Inter mantiene il possesso in media per quasi 14 secondi. Un’eternità, con i canoni di oggi. Un tempo lungo in cui si dà modo all’avversario di riposizionarsi, di rendere innocuo il palleggio e di ripartire poi con sveltezza una volta recuperato il pallone. Il calcio è cambiato, il tiqui-taca è diventato obsoleto, idem la costruzione dal basso in forma barocca", analizza La Gazzetta dello Sport.
"Oggi il possesso ha senso se finalizzato alla verticalità o all’allargamento rapido sulle fasce. L’Inter è rimasta un po’ ferma. In Serie A produce una enorme mole di passaggi, le statistiche della Lega gliene attribuiscono 4.511 complessivi, 221 in più de Como, secondo in questa classifica. Il giro-palla di Cesc Fabregas è però più dinamico, immediato e diretto. In Italia per l’Inter non c’è problema, le qualità individuali e la forza fisica dei nerazzurri emergono lo stesso, a prescindere, e scavano solchi. In Champions è differente, questa massa critica di tocchi viene percepita come una manifestazione di indugio, come un punto di debolezza in cui rovistare e attaccare, motivo per cui la matassa dovrebbe essere snellita, asciugata. Ridurre le sequenze e alzare le frequenze, per non essere sopraffatti", aggiunge Gazzetta.
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