Inter, serve subito una reazione. L'assenza di Lautaro accelera un mutamento già in atto
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Dopo la sconfitta in Champions League col Bruges, l'Inter è chiamata subito a una reazione in campionato. Alle 18 la squadra di Chivu affronterà il Bologna di Palladino.
"La missione nerazzurra è, comunque, collettiva: l’Inter deve mostrare al mondo che la guarda un unico volto, definitivo e rassicurante, dopo aver fornito finora due versioni di sé opposte e contraddittorie. Esiste, infatti, una squadra cannibale in campionato e un’altra pasticciona in Champions, lì dove ancora non c’è uno straccio di punto. La trasferta di Bologna sembra cadere lì apposta nel calendario per consentire un rapido colpo di pennello e cancellare l’incubo della sconfitta contro il Bruges. Per riuscirci, proprio Pio può appendersi ai ricordi felici in quel nobile stadio: le ultime due volte in cui il figliol prodigo interista ha messo piede al Dall’Ara ha sempre segnato. Una delle dieci reti della scorsa stagione l’ha realizzata proprio nella trasferta in Emilia, ma quello era un viaggio di salute prima dell’estate, una passerella all’ultima giornata e con lo scudetto già sul petto. La rete di dodici giorni fa, invece, aveva tutt’altro sapore in bocca: il 5 ottobre la maglia di Esposito era semplicemente azzurra, contro la Turchia metteva un piedino furbo alla Inzaghi e segnava il settimo gol nelle prime tredici presenze. È stata l’ultima autocertificazione, il segnale di uno status cambiato: non solo Pio è il centravanti principe di un’Italia in ricostruzione, ma ormai è difficile considerarlo una riserva tout court anche nella sua squadra di club. E questo nonostante la ThuLa finisca sempre per stare davanti agli altri in questa epoca", analizza La Gazzetta dello Sport.
"L’ingordigia di Lautaro tra la partita con il Parma dopo la sosta, lì dove si è iniziata a forzare un po’ la mano, e la successiva sfortunata partita contro il Bruges ha finito per cambiare lo scenario. Ora il Toro deve fermarsi per davvero e, contemporaneamente, sorgono nuove gerarchie nell’attacco di casa Chivu. L’assenza del Toro, però, non fa altro che accelerare un mutamento già in atto sotto traccia: in queste prime sei giornate di campionato, Pio ha infatti già segnato due reti, aggiunto un paio di assist e giocato dall’inizio quattro volte. Era accanto a Thuram, suo possibile partner anche oggi, già contro Udinese e Parma. Entrambe le partite sono state vinte, la prima con la solita rimonta, la seconda senza quasi sudare. Con Marcus, poi, ci si incastra alla perfezione: uno offre un appoggio centrale, riceve spalle alla porta e permette ai centrocampisti di salire; l’altro galoppa intorno e si infila come una freccia nel costato avversario. Il duo con Bonny ha, invece, solo un precedente dall’inizio, nell’ultimo derby perso contro il Milan nella scorsa stagione, l’8 marzo. Finì 1-0 per il Diavolo, ma per Chivu quella non è un’ipotesi da bocciare, anzi in questa spremuta di partite è previsto l’uso della coppia più giovane con un’intesa ancora tutta da verificare. Da qualunque lato si guardi, però, è Pio a stare davanti, a presidiare il reparto e a combinarsi con il compagno di turno: è esattamente ciò che di solito è concesso soltanto a Lautaro", aggiunge Gazzetta.
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