Inter, Sucic tra lampi e amnesie: dal difetto al precedente Brozovic, dilemma ruolo
Petar Sucic a due volti. Se da una parte con la Croazia è salito alla ribalta con prestazioni importanti, con l’Inter non è ancora riuscito ad imporsi.
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Il croato compirà tra meno di un mese 23 anni, ma non ha trovato ancora una collocazione fissa in nerazzurro, agli ordini di Chivu, come spiega dettagliatamente il Corriere dello Sport.
Sucic in nazionale
“Con la maglia biancorossa, infatti, è ormai uno dei titolari e, ad ogni uscita, la critica lo riconosce tra i migliori in campo. È successo anche contro la Repubblica Ceca, sabato scorso.E pure negli ultimi Mondiali è stato tra i protagonisti della Croazia: un gol e un assist in 4 presenze, con l’unico rammarico che l’avventura iridata sia finita troppo presto”.
Sucic-Inter, lampi e amnesie
“Con i colori nerazzurri, invece, il salto in alto non c’è ancora stato. La prima annata di Sucic sotto la Madonnina, come rincalzo di lusso nel reparto mezz'ali, è stata caratterizzata da alti e bassi. E c’è stato pure un infortunio alla mano a complicare il suo rendimento, seppure lui non si sia mai tirato indietro. E, infatti, sistemato quel guaio, il suo finale di stagione è stato più che positivo. Con una serata in particolare da ricordare, quella della semifinale di Coppa Italia con il Como: da 0-2 a 3-2 con il suo gol vittoria, dopo i due assist per Calhanoglu. A proposito, sempre nell’ultimo scorcio dell’annata, Chivu ha provato a piazzarlo davanti alla difesa, come primo costruttore di gioco. E anche in quel ruolo le sue risposte sono state contradittorie: lampi, ma anche amnesie”.
Il difetto di Sucic
“La verità è che il suo difetto principale è proprio la continuità. Un difetto che è emerso anche nelle ultime partite con l'Inter (2 su 5 da titolare): bene, ad esempio, con il Cagliari, male, invece, con il Napoli, con tanto di sostituzione all’intervallo. Attenzione, in casa nerazzurra nessuno si preoccupa. Al contrario, la fiducia nel talento di Sucic è intatta. Inoltre, i contorni del suo acquisto - 14 milioni più 2 di bonus - rappresentano l’operazione ideale agli occhi di Oaktree”.
Sucic come Brozovic?
“L’idea è che sia destinato ad esplodere. E, peraltro, c’è un precedente significativo a suo vantaggio. Un altro croato, Brozovic, sbarcò in nerazzurro ad appena 22 anni, per poi attraversare annate da infiniti su e giù. Ad un certo punto, sembrava che si fosse irrimediabilmente rotto il rapporto con i tifosi. A gennaio 2018 era stato di fatto venduto al Siviglia, ma Spalletti si oppose alla sua partenza e poi gli cambiò la carriera trasformandolo in regista. Ebbene, da quel momento, Brozovic è stato uno dei pilastri dell'Inter. E se accadesse anche con Sucic?”.
Il ruolo di Sucic
“Forse, nella ricerca della continuità, all’ex-Dinamo manca la stabilità nel ruolo. All’Inter, come già sottolineato, ha quasi sempre agito da mezz’ala, con qualche “excursus” da regista. In nazionale, invece, oltre che in una mediana a due, ha giocato pure da trequartista centrale (contro la Repubblica Ceca) o da esterno offensivo. Anche in Croazia sono convinti che la sua posizione ideale sia quella del centrocampista box-to-box. Intanto, però, è come se le sue qualità faticassero ad esplodere del tutto, forse proprio perché avrebbe bisogno di specializzarsi in maniera definitiva. Con un appunto, però: pure lui dovrebbe metterci qualcosa in più: tigna e durezza, che, a volte, lasciano a desiderare. Come già sottolineato, comunque, motivi per preoccuparsi non esistono. Il tempo resta dalla parte di Sucic e dell’Inter” conclude il Corriere dello Sport.
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