Inter, servono meno sprechi. Tante occasioni, poca precisione: "Chivu non preoccupato"
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L'Inter crea sempre tanto e segna altrettanto. Ma in questo inizio di stagione ha sbagliato anche troppo. Ora le rivali, in primis Como e Roma, hanno iniziato alla grande e per la squadra di Chivu non c'è spazio per gli errori.
"Nel 2025-26 era partita col singhiozzo, aveva perso sei punti e due partite giusto all’inizio, mentre adesso è a punteggio pieno con tutt’altro vento che soffia alle spalle. Il gol, in fondo, è stato la costante di tutta la stagione scudettata, marchia la squadra di Chivu, la identifica perché l’allenatore romeno può attingere ad opzioni multiple: sfonda con la ThuLa, la creatura mostruosa che ha risvegliato dai mari l’anno passato, ma anche con le punte subalterne come Pio Esposito, senza contare i laser da fuori degli specialisti alla Calha e le incursioni della batteria di mezzali d’assalto e di saltatori specializzati in arrivo dalla difesa. Il Como-show di Cesc, che adesso raccoglie col secchiello complimenti in tutta Europa e che, almeno a guardare i numeri freddi e testardi, ha tutt’altra efficienza sottoporta nel 2026-27. Vale lo stesso per la Roma garibaldina del Gasp ed è proprio questa una tendenza di stagione approfondita ad Appiano: l’Inter sarà pure partita sgasando in classifica e arriva al tiro con una certa facilità, ma stavolta attorno a sé ha rivali capaci di segnare quanto lei, anzi persino di più per il momento. Il dettaglio non preoccupa di certo, ma Chivu intende presto riposizionarsi in vetta e con questo spirito guarda ora all’Udinese, squadra fisica e che evoca sinistri ricordi: l’anno passato alla seconda giornata cadde in casa contro i friulani e servirono settimane per spazzare via i dubbi", analizza La Gazzetta dello Sport.
Troppi errori
"La somma nerazzurra campionato + trasferta al Bernabeu arriva “solo” a 9: Chivu, per una volta, sta dietro a qualcuno ed è una sensazione a cui si era disabituato. In realtà, una spiegazione per lo strano fenomeno esiste e salta agli occhi di tutti, non solo a quelli degli analyst di Appiano: la squadra ha bombardato senza sfondare abbastanza le linee nemiche. Dopo il debutto ha sprecato più del necessario. Nel dettaglio, ha tirato 94 volte - una vertigine - in quattro partite, 27 delle quali nello specchio della porta. Nel 4-1 iniziale al Monza la percentuale realizzativa è stata intorno a un nobile 30%, poi i nerazzurri hanno avuto bisogno di fatiche supplementari per raccogliere almeno il minimo indispensabile rispetto a quanto seminato. Il conto, in fondo, è impressionante: sono servite 13 conclusioni contro il Monza per racimolare 4 gol in un match solo, poi ecco il diluvio con 31 tiri a Cagliari, 29 con il Napoli e altre 21 al Bernabeu contro il Real Madrid. A voler infierire, l’Inter sciupona si è dilettata tentando un tiro ogni poco meno di 4’ di gioco, ma ha visto la percentuale realizzativa precipitare di colpo: a Cagliari addirittura fino al 3% e in Spagna martedì scorso al 4%"."Quella cifra, 94, non è solo rimpianto, ma anche una buona notizia dalle parti di Appiano. Significa che l’Inter arriva a destinazione, insiste, banchetta: riempie l’area avversaria e riesce a costruire occasioni contro avversari di diverso lignaggio. Il passo successivo è quasi obbligato: sprecare meno, migliorare la lucidità al momento opportuno, cosa che potrebbe accadere quando la condizione della compagnia migliorerà. Se Lautaro ha sbloccato il mirino con la doppietta al Napoli, ed è pronto a riprovarci assieme a Thuram stasera con l’Udinese dopo la pausa del Bernabeu, l’altro capocannoniere della squadra è l’eterno Calhanoglu, regista goleador a segno nelle prime due. Vista dal punto di vista di Chivu, non ci sono particolari motivi di preoccupazione perché la sua squadra arriverà, senza più fermarsi sul più bello", chiude Gazzetta.
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