Inter, Chivu vuole la svolta: troppi errori dietro, con l’Udinese serve cambiare registro
“Un posticipo da prendere con le molle”. Così il Corriere dello Sport presenta la sfida dell’Inter con l’Udinese.
Il quotidiano ricorda lo scivolone della scorsa stagione contro i friulani e sottolinea come quella contro Zaniolo e compagni sarà la terza partita in poco più di una settimana.
Difesa da migliorare
L’obiettivo è resta in vetta a punteggio pieno, ma c’è un aspetto da migliorare:
“L’Inter ambisce a restare in vetta a punteggio pieno e per farcela dovrà limitare il più possibile le disattenzioni difensive viste fin qui. Un solo clean sheet collezionato nelle prime quattro gare stagionali (a Cagliari) e cinque reti incassate, con l’aggravante di aver spianato la strada agli avversari con errori evitabili in termini di reattività e scelte di gioco”.
Già prima di Madrid, i campanelli d’allarme non erano mancati:
“Tornano subito alla mente i due gol concessi con troppa facilità al Real Madrid, ma i primi campanelli d’allarme per Chivu erano già suonati all’esordio contro il Monza (colpevole Akanji sul pari momentaneo dei brianzoli) e si sono protratti fino al big match con il Napoli, dove l’iniziale vantaggio partenopeo firmato Politano è stato il frutto di un concorso di colpa nerazzurro nei pressi dell’area”.
La fase di copertura
Le dinamiche di gioco che riguardano una squadra troppo fragile difensivamente non riguardano unicamente la difesa:
“Si tratta di un discorso legato alla fase di copertura in generale, che ha visto le imperfezioni anche dei centrocampisti tra quella di Jones a Madrid e quella di Barella contro il Napoli. Una brutta piega che Chivu vuole sradicare fin da subito ed è per questo che ha richiamato i suoi a una maggiore attenzione, chiedendo più lucidità nei primi metri di campo tra la fase d’impostazione e la gestione della pressione avversaria”.
Il Corriere dello Sport poi evidenzia altri fattori:
“Per sterzare serve dunque un lavoro di squadra, che da un lato protegga meglio Pepo Martinez in un momento delicato dopo l’errore del Bernabeu e dall’altro acceleri la conoscenza reciproca tra vecchi e nuovi, non essendoci più i navigati Acerbi, Darmian, Sommer e De Vrij che nel tempo avevano mandato a memoria certi meccanismi. Ovviamente un miglior rendimento di tutta la fase difensiva tornerà senz’altro utile anche in Champions, dove a ottobre bisognerà subito invertire la rotta per cominciare fare punti dopo la sconfitta nel debutto stagionale madrileno”.
Cambio di registro
“Già da lunedì sera Chivu si aspetta di vedere un deciso cambio di registro. Storicamente gli scudetti si vincono con l’impermeabilità difensiva, ancor prima della prolificità offensiva, e la truppa nerazzurra si porta dietro questo aspetto da correggere fin dalla passata stagione, quando il titolo era arrivato subendo in media quasi un gol a partita (35 in 38 gare).
A proposito di scudetti, una vittoria contro i friulani permetterebbe all’Inter di iniziare con un poker di successi in Serie A proprio com’era successo nell’annata 2023/24, quella della seconda stella. Tornando al cammino appena iniziato, quelle contro l’Udinese saranno le prove più importanti prima di un altro scontro diretto, contro la Roma nel turno successivo, dove tutta la squadra sarà chiamata a un lavoro difensivo supplementare per neutralizzare il gioco offensivo dei capitolini. Un banco di prova generale per misurare le proprie ambizioni”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA