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GdS – Italia, Conte o Mancini? C’è un preferito. Dalle parole di Malagò…

Daniele Vitiello
Daniele Vitiello Redattore/inviato 
La riflessione su chi prenderà il posto lasciato vuoto sulla panchina azzurra da Gennaro Gattuso nelle prossime settimane

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Chi sarà il prossimo allenatore della nazionale? Se lo chiedono in tanti, anche perché Malagò non ha ancora sciolto le riserve. Il presidente federale, appena insediatosi, ha ovviamente diversi temi da affrontare. Quello della panchina dell'Italia rientra evidentemente tra i più urgenti. Anche per una questione di attenzione mediatica. Sembra comunque che sia una corsa a due. Lo sottolinea anche la Gazzetta dello Sport di oggi. Si legge infatti sul quotidiano:

"Il nome del prossimo allenatore dell’Italia non è ancora definito. C’è una lista di preferenze che oggi vede Antonio Conte più avanti di Roberto Mancini. Per la maggioranza dei club di Serie A (ma non solo) è l’ex allenatore del Napoli, sponsorizzatissimo da De Laurentiis, l’uomo su cui vale la pena investire (anche in modo importante), per riportare la Nazionale in alto, per permetterle di occupare il posto che merita, al di là della tradizione.

«Le nostre radici non devono essere un peso che quasi ci soffoca e che ci fa ricordare cosa eravamo prima. Dobbiamo far sì che diventino uno stimolo per guardare al futuro come una nuova stagione, umile ma ambiziosa», ha detto ieri Malagò. Che dopo aver garantito a più riprese di non aver ancora «parlato con nessuno», è entrato nel merito della scelta del commissario tecnico, tracciando un profilo difficile in realtà da decifrare.

Alcune parole lasciano pensare più a Conte: «In un altro momento storico avrei sposato l’idea di un allenatore da filiera, ma come fai, con questa pressione anche di opinione pubblica, a ragionare in questo modo». Serve un nome a effetto dunque, che conquisti gli italiani al di là dell’eccellente lavoro fatto da Silvio Baldini.

Altre frasi però fanno tornare in mente Mancini e la sua disponibilità ad “accontentarsi” di uno stipendio compatibile con le disponibilità della Federazione: «Gli allenatori di squadre di club hanno un loro mercato anche nelle nazionali. Possono essere un po’ più benevoli, ma le dinamiche sono analoghe. Bisogna tenere conto della realtà in termini di budget, ogni risorsa oggi va data alle componenti».

Dunque sarà Mancini? «No, non ho detto questo». Viene da chiedergli allora se per il ct che nel 2021 ha vinto l’Europeo ci sia un problema di consenso da parte degli italiani, che potrebbero fare una certa fatica a perdonare quell’addio maldestro nell’estate del 2023: «Io non ho nessun tipo di pregiudizio, il consenso è una cosa molto importante, ma è un attimo meno importante rispetto alla scelta di campo che si deve fare»".