FC Inter 1908 News Rassegna stampa Mazzola, grande anche da ds: "Ronaldo, Platini, Cantona... I colpi riusciti e sfiorati"

Mazzola, grande anche da ds: "Ronaldo, Platini, Cantona... I colpi riusciti e sfiorati"

Marco Macca
Dopo la prima vita da calciatore, Sandro Mazzola ne scrisse una quasi ugualmente grande da dirigente,

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Dopo la prima vita da calciatore, Sandro Mazzola ne scrisse una quasi ugualmente grande da dirigente, ovviamente sempre tinta di nerazzurro. La Gazzetta dello Sport racconta il suo operato dietro la scrivania dell'Inter:

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"(...) Il momento più alto della sua seconda carriera, l’acquisto di Ronaldo, ne fu l’esempio più chiaro: Mazzola mescolò l’intuito di certe sue giocate per “vedere” l’affare con la suadenza delle parole che ricordava i suoi tocchi morbidi. E il ragazzino Fenomeno ne restò colpito. E un altro “bimbo” che sarebbe diventato un top del calcio mondiale, Andrea Pirlo, l’anno dopo avrebbe fatto lo stesso percorso. Sandro non si faceva guidare solo dal suo fiuto, ma sapeva ascoltare: in quel caso Mircea Lucescu, che garantì per quel talento apprezzato nel Brescia.

"Altri grandi colpi pensati e anche già “costruiti” rimasero solo rimpianti nel cassetto della sua scrivania. Platini, già strappato al Nancy con tanto di contratto per sei anni sottoscritto con clausola: Michel sarebbe andato a giocare all’estero fino a che le frontiere in Italia non fossero state riaperte. Peccato che la Figc, che aveva promesso di farlo, poi fece slittare il termine. Falcao, anche lui già “firmato” e poi sfumato perché Fraizzoli per correttezza ne parlò con il collega Dino Viola prima dell’intesa fra i club e - si disse - fu Giulio Andreotti a stoppare tutto. Eric Cantona, una grande passione di Moratti, che il Baffo incontrò a Montecarlo: lo aveva quasi convinto, ma poi il francese scelse di restare al Manchester United.

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Solo temporaneamente, perché Massimo Moratti, diventato presidente nel 1995, lo volle al suo fianco. È in quell’epoca che Mazzola tocca l’apice del suo impatto operativo e mediatico: da direttore sportivo e responsabile dell’area tecnica, gestisce una delle fasi di mercato più ambiziose della storia del calcio italiano. Ambiziosa come l’impresa, anche diplomatica, che dopo i vari Javier Zanetti, Roberto Carlos, Zamorano, Djorkaeff e Recoba, porta a Milano un campione che sembrava irraggiungibile: Ronaldo il Fenomeno. Moratti fu la prima mente e il propulsore finanziario dell’operazione, Mazzola il regista dietro le quinte: a colpi di incontri e blitz segreti, per evitare occhi indiscreti e concorrenza, la sua missione non fu solo trattare i dettagli economici con gli agenti del brasiliano, ma convincere il ragazzo, che allora aveva vent’anni, della bontà del progetto interista".

(Fonte: La Gazzetta dello Sport)

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