Ordine: "Italia, finalmente qualcosa di promettente. Vogliono azzerare tutto per un cavillo"
Con Roberto Mancini in sella, l’Italia sembra aver ritrovato quella convinzione e quella compattezza che non si vedeva da anni, proprio dai tempi del primo Mancini. Al momento la scelta di richiamare l’ex tecnico dell’Inter si è rivelata giusta. Dalle colonne del Giornale, Franco Ordine sottolinea però, che il rischio commissariamento può azzoppare la ricostruzione azzurra e le future riforme.
“Trascurando per una volta il valore del risultato e il peso specifico del pari conquistato a Parigi, bisogna mettere in fila le qualità espresse dalla Nazionale col contributo decisivo del lavoro del ct Mancini per coglierne la dimensione. Il primo aspetto è quello di un gruppo coeso sul piano emotivo e strategico capace di diventare squadra nel giro di pochi giorni a Coverciano: è il primo successo della spedizione azzurra. Dopo tanta sabbia finita tra i piedi, c’è all’orizzonte l’oasi che può diventare, col tempo, qualcosa di promettente. Il secondo tratto è l’energia fisica e morale sprigionata dal club Italia: hanno retto sotto il nubifragio di Bursa allagando di gol la squadra di Montella, gli stessi (tranne un paio di innesti) hanno retto il confronto con la Francia. Terzo e ultimo elemento: lo stile del calcio impresso dal ct, moderno senza risultare inutilmente velleitario”.
“Eppure dietro questo generoso piano di ricostruzione, c’è all’orizzonte il rischio concreto di demolire la governance recente della federcalcio guadagnata da Malagò con il quasi 70% dei consensi. Con tutte le riforme da impostare e realizzare, che sono poi la vera posta in palio del nuovo corso, martedì al Foro Italico c’è il rischio accertato di azzerare tutto per un cavillo procedendo a commissariare la Figc. Tanto è vero che ancora ieri sera l’avvocato Miele, il candidato non ammesso da cui era partito tutto, ha diffidato giunta e consiglio Coni se la Figc non sarà commissariata. Sarebbe il caso, forse, di consigliare ai componenti della giunta Coni, la rilettura del brano più famoso scritto da Oriana Fallaci (pubblicato nel 2001): «... l’Italia è un Paese così diviso, avvelenato dalle sue meschinerie tribali non pensano che ai propri interessi personali, alla propria carrieruccia, alla propria popolarità di periferia».
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