FC Inter 1908 News Rassegna stampa Rocchi: "Mai pressioni, ma indicazioni: prassi diffusa. Perché si parlava di Inter. E su Butti..."

Rocchi: "Mai pressioni, ma indicazioni: prassi diffusa. Perché si parlava di Inter. E su Butti..."

Andrea Della Sala
L'ex designatore spiega perché nelle intercettazioni si parla di Inter

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Sul Corriere della Sera vengono riportate alcune dichiarazioni dell'ex designatore Rocchi ai pm in cui spiega di non avere mai ricevuto pressioni e il perché si parla di Inter nelle intercettazioni:

«Nessuno si è mai permesso di dirmi direttamente o indirettamente voglio questo o quell’arbitro», invece «mi pervenivano», tramite «Riccardo Pinzani istituzionalmente deputato» in seno all’Aia «a interloquire con i referenti arbitrali delle squadre quali Giorgio Schenone per l’Inter, certamente non pressioni», ma «indicazioni che talvolta mi infastidivano, altre volte mi facevano arrabbiare». È su questa linea Maginot che nel proprio interrogatorio si è attestato Gianluca Rocchi, l’ex designatore degli arbitri di serie A, alleggerendo non poco anche la posizione dell’Inter: ad esempio quando gli viene chiesto chi fossero i «loro» di cui nelle intercettazioni lamentava il pressing sugli arbitri da designare all’Inter, e lui risponde evocando non dirigenti dei club (tantomeno interisti) ma «gli umori, i gradimenti o i mancati gradimenti delle singole squadre», a suo dire ricavati in stile rabdomante dall’ascolto del mondo delle curve, dei social, della Gazzetta, di Sky, ecc.

E quando gli viene chiesto dai pm Ascione e Ielo perché allora non avesse mai denunciato all’Aia e alla Figc quelle fastidiose indicazioni, Rocchi le ridimensiona, «si tratta di una prassi diffusa. Io ritengo peraltro che i dirigenti arbitrali debbano ascoltare le società, per cercare di migliorare il servizio offerto dalla classe arbitrale». E se nelle intercettazioni della primavera 2025 (come nelle due settimane di aprile 2026) si parlava solo di partite dell’Inter, è «probabilmente perché in quello scorcio di campionato erano le partite più significative per lo scudetto», dice Rocchi, che in generale rivendica «il mio tentativo di individuare l’arbitro più adatto per evitare polemiche di qualsiasi natura». A riprova di questo, Rocchi (difeso da Antonio D’Avirro e Antonio Bana) addita ai pm come «eloquenti» le «mie conversazioni con Andrea Colombo e Rosario Abisso, arbitro e uomo Var, ai quali segnalo l’importanza della partita» Bologna-Inter del 20 aprile 2025, per la quale proprio Colombo era l’arbitro gradito dall’Inter secondo l’espressione di Rocchi «loro vorrebbero Colombo perché gli garba un mondo!». Nella telefonata del 14 aprile con Colombo, gli raccomanda «fai un’altra bella palestra a Bologna domenica eh..sappi che per noi è uno spartiacque, ma anche per loro». In quella del 15 aprile con Abisso gli raccomanda «fai bene da Var che ci servi però!»; Abisso risponde ridendo, «anche perché la partita che c’è domenica dico...come viene»; e Rocchi concorda «appunto, non c’è bisogno di dire niente! Esatto». Rocchi addita questi colloqui ai pm come prova che, «se avessi voluto designare Colombo, l’avrei fatto senza consultarmi con nessuno, al contrario le interlocuzioni con i miei collaboratori erano orientate a individuare il miglior arbitro possibile».

Getty Images

Pure Andrea «Butti è un tifoso e lo tratto come tale anche se ha un ruolo istituzionale», aggiunge Rocchi a proposito delle intercettazioni in cui il responsabile dei calendari di serie A della Lega Calcio, ed ex dirigente dell’Inter, prima il 6 aprile 2025 lo apostrofa con un «Basta che non mi mandi più Doveri a fare l’Inter, porta una sfiga mondiale, con lui non vinciamo mai un c…», e poi il 22 aprile gli rimprovera tra il serio e il faceto di averlo di nuovo dato all’Inter in Coppa Italia: «Sei un killer, no vabbé, ma allora sei veramente uno di loro! La colpa è tua, lo sai eh? Con lui abbiamo un record super negativo».