FC Inter 1908 News Rassegna stampa San Siro, via alla volata per Euro 2032: le tempistiche del nuovo impianto e i prossimi ostacoli

San Siro, via alla volata per Euro 2032: le tempistiche del nuovo impianto e i prossimi ostacoli

Andrea Della Sala
Sono iniziati i primi passi, ma la strada è ancora molto lunga. 

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Inter e Milan hanno fatto di tutto per il nuovo stadio e per accelerare l'iter burocratico. Sono iniziati i primi passi, ma la strada è ancora molto lunga.

"Qualche lavoretto qua e là, qualche quintale di calcinacci, qualche infrastruttura spostata di una manciata di metri. San Siro in questi mesi ha pigramente iniziato quello che sarà un lunghissimo lifting per arrivare al grande giorno in cui indosserà il vestito nuovo. O meglio: il vestito buono. A giugno è stata abbattuta la storica biglietteria sud, è stato anche rimodellato in parte il perimetro di accesso sul lato Ovest: scomparsi un paio di ingressi, eliminate alcune delle maxi coperture rotonde. Occorre spazio per il super cantiere del nuovo impianto. Il nuovo e il vecchio San Siro si guarderanno in faccia per un po’", spiega La Gazzetta dello Sport.

"Tempistiche? Entro la fine di ottobre dovrebbe essere svelato il render del nuovo impianto - pronto nel 2032, 71.500 posti, valore stimato 2 miliardi e 149 milioni -, con i lavori che, per rispettare il cronoprogramma, dovranno partire nella seconda metà del 2027. Incombe l’Europeo 2032, singhiozzi e slittamenti metterebbero a rischio Milano tra le città coinvolte, una figuraccia da evitare".

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Percorso

"È ancora difficile immedesimarsi al punto da immaginare il nuovo San Siro, ma è molto facile rendersi conto del percorso a ostacoli che l’ha accompagnato sin qui. Ostacoli che non sono ancora finiti: il piano attuativo deve essere approvato dal Comune e poi passare al vaglio della Regione per il progetto di fattibilità tecnico economica. In più c’è l’ombra del fronte giudiziario: nelle prossime settimane è attesa la sentenza del Tar sui ricorsi presentati dai comitati, mentre a livello penale resta aperta l’inchiesta per il reato di turbativa d’asta. Eppure di strada ne è stata fatta parecchia. I due club milanesi hanno viaggiato a fasi alterne: si sono presi per mano, si sono lasciati, hanno diffidato reciprocamente tra un cambio di proprietà e l’altro, hanno tentato piani B, poi hanno capito che il progetto avrebbe potuto prendere davvero vita soltanto rimettendosi insieme. Un’imprescindibile esigenza di carattere economico", aggiunge il quotidiano.
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