FC Inter 1908 News Rassegna stampa Vernazza: "A Marotta manca la Champions. Muharemovic non basta, servono innesti dietro e davanti"

Vernazza: "A Marotta manca la Champions. Muharemovic non basta, servono innesti dietro e davanti"

Andrea Della Sala
Della stagione dell'Inter, conclusa con due titoli, e della prossima stagione in cui bisognerà alzare l'asticella ha parlato il giornalista

Della stagione dell'Inter, conclusa con due titoli, e della prossima stagione in cui bisognerà alzare l'asticella ha parlato il giornalista Sebastiano Vernazza sulle pagine de La Gazzetta dello Sport:

Tre scudetti e due finali di Champions, tre Coppe Italia e tre Supercoppe italiane. È il bilancio dei trofei e dei traguardi dell’Inter a partire dal 2020. Salvo recuperi e sorpassi sempre possibili, in fondo siamo nel 2026, l’Inter sarà ricordata come la squadra dominante del calcio italiano negli anni Venti, un po’ come la Juve nello scorso decennio. E non è un caso che queste performance sulla Torino-Milano siano accomunate dalla figura di Beppe Marotta, il dirigente più vincente degli ultimi 15 anni. A Marotta manca la Champions League. L’ha sfiorata per quattro volte. Quattro finali, tutte perse, due con la Juve e due con l’Inter. Immaginiamo che l’attuale presidente interista lavori per una quinta chance e sia all’opera per rilanciare l’Inter nella competizione più ricca di soldi e di contenuti tecnici, il contesto che nel 2026 definisce la grandezza universale di una società. 

 Il tran tran della Serie A non aiuta, ma Cristian Chivu dovrà intervenire qui, per evitare un altro Bodo. Incessanti sempre, ovunque e comunque . Non secondaria la questione della difesa. A tre dietro, l’Inter di Simone Inzaghi ha raggiunto due finali di Champions, ma l’esito dell’ultima, lo 0-5 con il Psg, basta e avanza per alimentare il dibattito. Le semifinaliste di questa edizione - Bayern, Psg, Arsenal e Atletico - giocano tutte a quattro. Con il 3-5-2, Chivu potrà fregiarsi di un altro scudetto, ma rischierà di non fare troppa strada in Europa. Forse Alessandro Bastoni, centrale imperfetto per un assetto a quattro, potrebbe essere ceduto per questo motivo e non per altri. Acerbi e De Vrij sono ai saluti, Marotta e Ausilio dovranno operare molto sulla difesa. Muharemovic del Sassuolo potrebbe non bastare. Oltre a una bella promessa, servirà un altro colpo in stile Akanji, un difensore fatto e finito. A centrocampo gli addii a Mkhitaryan e Frattesi apriranno buchi. Forse verrà ricomprato Aleksandar Stankovic, oggi al Bruges. Il ragazzo è forte, però bisognerà verificarne l’impatto con San Siro, che non è per tutti. Diamo per scontato che Calhanoglu resti e ci aspettiamo il salto in alto di Petar Sucic. Nella prima stagione, di ambientamento, il croato ha lasciato intravedere grandi doti. Nella prossima, Sucic deve decollare, perché ha mezzi enormi.

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A chiudere l’attacco, il vero ostacolo alla mutazione di sistema, assieme alla collocazione di Dumfries e Dimarco. Con il 4-3-3 occorrerebbero due o più esterni d’attacco rapidi e abili. Non diciamo Kvaratskhelia e Olise, Doué e Luis Diaz, il meglio del meglio in materia, ma qualcuno che come loro punti l’uomo, lo salti e tiri. Forse sarebbe più semplice prendere Nico Paz dal Real via Como e virare sul 4-2-3-1, con Nico dietro Lautaro, ma non ne siamo certi, in fondo sempre di ali pungenti ci sarebbe urgenza. La conservazione del 3-5-2 sarebbe legittima, a patto di cambiare l’atteggiamento, di alzare i giri e il volume. In Champions, l’attendismo e i ritmi bassi portano dritti alla rovina.

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