Zazzaroni: "Si può evitare l'ennesima figura di merda? Vengono i brividi a pensare che..."
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L'editoriale del direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni sull'ottimo lavoro della Nazionale di Mancini e sulle pessime figure che sta facendo la politica per la questione delle presidenza della Figc:
Rischiano di perdere. Potrebbero gettare l’intero movimento nel ridicolo e starebbero optando per coprire del medesimo soltanto loro stessi. Come giudicare altrimenti la soluzione di commissariare la Figc mettendo nel ruolo di commissario lo stesso a cui si è mossa stolidamente la più insensata delle guerre?Quindi benvenuti al Circo Aridatece Moira Orfei e ognuno scelga senza suggerimenti esterni chi è stato pagliaccio, chi domatore e chi soltanto incolpevole osservatore di uno spettacolo - dispiace rimarcarlo - raccapricciante. Hanno perso i golpisti, si diceva e per ora, a parte Malagò (se uno vince per dodici anni e ti porta sul tetto del mondo forse lo stesso ha una certa propensione a non perdere) non ha vinto nessuno. Perché? Perché per vincere ci vuole tempo, programmazione e serietà. La magia esiste solo nell’illusionismo che - tutto si tiene direbbero i francesi - è appunto materia circense.
Proviamo a tornare seri e a valutare l’inizio di una nuova era. Quattro impegni: due vittorie, un pareggio e una sconfitta, peraltro alla prima uscita; il secondo posto nel girone e la quasi certa permanenza in serie A con la possibilità di passare addirittura il turno. Si tratta di un bilancio (provvisorio) che nessuno aveva previsto ma che a metà settembre tutti avrebbero sottoscritto. Inoltre, momenti di gioco che avevamo dimenticato e tanti giovani in bella mostra. Ho letto e sentito cose che noi umani... Tipo: la Turchia è scarsa, la Francia aveva mezza squadra in panchina, mentre il Belgio che ci ha battuto, quello sì... Non esiste rimedio al pessimismo, alla frustrazione, al bastiancontrarismo, al ridicolo involontario.
La Nations League, che continuo a non sopportare, ha almeno il merito di averci rinfrancato: abbiamo rivisto una squadra, tanto impegno e un incoraggiante attaccamento alla maglia da parte di ragazzi alle prime esperienze in azzurro. Ci sarebbero insomma tutti gli elementi per suggerire ai componenti della Giunta del Coni - e eventualmente ai membri del Consiglio, alcuni dei quali non sanno ancora per cosa o chi saranno chiamati a votare - di pensare al futuro del nostro calcio trascurando per una volta le logiche di “partito”, o le antipatie personali.
Pare non ce ne sia più bisogno o forse no. Lo scopriremo stamattina. Giovanni Malagò è stato eletto con il 70% delle preferenze e diciannove società di serie A su 20 l’hanno indicato come candidato unico. Il suo passato di manager dello sport, come detto, non è in discussione. E allora, alla fine, la domanda è la stessa di sempre: perché? Perché questo obbrobrio, questa mancanza di gusto, questa sgrammaticatura? Se andrà come sembra, ci saranno nuove elezioni in Figc che daranno lo stesso risultato di ieri: Malagò in via Allegri.
Ne vale la pena? Vengono i brividi solo a pensarci. Eppure, benvenuti nel 2026. Si potrebbe evitare l’ennesima figura di merda internazionale e un’altra intollerabile perdita di tempo? In Giunta c’è qualcuno che ha a cuore le sorti dello sport più popolare del Paese? Ancora poche ore e sapremo. Basta non parlare di conflitti di interesse che abbiamo già riso, purtroppo, fino alle lacrime.
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