FC Inter 1908 Senza categoria Altobelli: "Scuse Mancini? Troppo tardi. Consiglio agli allenatori di iscriversi all'Aniene..."

Altobelli: "Scuse Mancini? Troppo tardi. Consiglio agli allenatori di iscriversi all'Aniene..."

Andrea Della Sala
Le parole dell'ex attaccante che non le manda a dire sul discorso Nazionale e sul ritorno del tecnico in azzurro

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Intervistato da Repubblica, l'ex bomber di Inter e Nazionale Spillo Altobelli ha detto la sua sul ritorno di Mancini in Nazionale:

Spillo Altobelli, ex attaccante azzurro e campione del mondo nel 1982, con Mancini ha giocato tante partite in Nazionale e l'Europeo dell'88. Cosa pensa del suo ritorno?

«Posso fare una premessa e poi le dico il ma? Mancini è un tecnico eccezionale, potrebbe allenare qualsiasi squadra, tutte le grandi nazionali, è preparato, gli ho anche scritto, gli ho mandato un messaggio di complimenti, gli ho augurato un buon lavoro perché spero che faccia bene. C'è però quella macchia».

Ha lasciato l'Italia per andare in Arabia.

«Ha fatto bene, è andato a guadagnare. Era una questione di lavoro, ha pensato che fosse la scelta giusta. Ma in questi casi, poi, non si può dire "mi dispiace". Ormai l'hai fatto, non ti puoi pentire».

Invece l'ha fatto. Ha detto: è come perdere la donna della vita.

«Troppo tardi, mi dispiace».

È molto severo.

«Non è una questione mia, la Nazionale è di tutti. Non so se i tifosi, gli appassionati di calcio, lo perdoneranno».

Crede che abbia perso la loro fiducia?

«Non lo so, ma a lui è capitata una seconda occasione. E non capita a tutti. È una cosa quasi unica. Vediamo come se la gioca. Sono proprio curioso di vedere la risposta del pubblico. Oggi tutti parlano della Nazionale, in tanti si chiedono cosa stia succedendo, anche a me fanno tante domande».

Che può fare Mancini?

«Può non sciupare questa occasione d'oro. Con i risultati forse si può dimenticare».

Anche Ranieri ha detto sì all'azzurro dopo aver rifiutato la Nazionale un anno fa per restare alla Roma.

«Anche qui, è tutto poco chiaro. Grandissimo tecnico, persona che stimo. Ma aveva fatto una scelta di vita: la Roma. E poi smettere. Questa decisione non l'ho capita. Ma la accetto».

Oggi ci sono tre romani, o romani acquisiti in nazionale: Malagò, Mancini, Ranieri.

«Sa che le dico? Io ormai non posso più per l'età ma se volessi fare l'allenatore mi iscriverei all'Aniene. Lo consiglio a tutti i giovani: segnatevi a quel circolo».

Pensa che abbia un ruolo, che ci sia un "circoletto romano"?

«Beh, veda lei. Vengono tutti da Roma, dallo stesso ambiente, dagli stessi circoli e sono amici. Non parlo di amichettismo. Non lo farò io. Aspetto di capire cosa ne pensa la gente. A volte nella vita non è solo il merito, che per carità hanno tutti e tre, sono tutti e tre bravissimi. Il problema è il metodo: come ci si arriva. Ma in Italia funziona così, lo sappiamo».