Inter, Pio Esposito chiamato alla conferma: da promessa a certezza, ora servono risposte
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Contro il Como Pio Esposito partirà titolare al fianco di Thuram. Serve una prestazione super, magari condita anche dal gol. Dopo l'ottima partita in Champions, il giovane attaccante cerca conferme in campionato.
"I consigli di Lautaro, l’investitura di Chivu, l’attesa di Mancini. Alleggerito nell’animo da un gol pesante, Pio Esposito cerca il primo sorriso in una partita top: deludente e sostituito contro il Napoli, ha giocato pochi secondi a Roma e un quarto d’ora scarso nel derby. Contro il Como, avversario a cui non ha mai segnato neanche in Serie B quando sgomitava nelle aree per conto dello Spezia, ha l’occasione di confermare i progressi emersi a Rotterdam dopo il periodo opaco, la prima fase di assestamento della carriera", si legge su La Gazzetta dello Sport.
Ha accusato un calo di forma psicofisica che gli ha impedito di essere decisivo, di imporre la sua legge, come invece capitava all’inizio della stagione: dalla rete comoda contro l’Udinese, la seconda del suo campionato, alla testata rabbiosa contro il Feyenoord sono passati 50 giorni esatti durante i quali il nostro ha infilato sei presenze (la comparsata contro la Roma, pochi secondi e zero palloni credibili, non vale) senza bucare lo schermo e soprattutto senza mai sembrare all’altezza del ruolo lasciato vacante da Lautaro. Impietoso è parso in particolare il faccia a faccia con l’altro centravanti Nicolò Tresoldi, che Mancini vorrebbe inglobare nel gruppo azzurro, triplettista a San Siro con la maglia del Bruges. Episodi, pensieri, malignità.
"Lo scorso anno, di questi tempi, Lautaro chiedeva di non caricarlo di eccessiva responsabilità: «Se lo lasciate in pace, Pio diventerà il centravanti della nazionale italiana per molti anni». È stato ottimo profeta. E adesso, nonostante l’infortunio che lo obbliga a guardare gli altri, è il primo a stargli addosso per migliorarlo, anche caratterialmente, per invitarlo a non accontentarsi mai, a rincorrere con frenesia ogni pallone in allenamento. A questo punto Pio, in attesa del rientro del capitano, chiede soprattutto continuità. Così potrà anche reclamare a buon diritto la difesa del posto giovedì prossimo, quando sempre a San Siro affronterà la Francia in Nations League: il precedente, con Gattuso ct, è incoraggiante, visto che Esposito segnò il primo gol della serata contro la Norvegia. Ma all’epoca si parlava di una promessa che stupiva tutte le volte che si comportava come un giocatore vero. Il nuovo Pio ha ancora solo 21 anni ma è costretto a rispettare la regola delle aspettative: è stato lui ad alzare il livello, a salire in alto come ha fatto contro il Feyenoord arrampicandosi fino al pallone dello 0-2, non può più chiamare l’ascensore per tornare indietro senza deludere chi ha puntato su di lui. A pianterreno, nel calcio e non solo, il cielo sembra più buio", aggiunge Gazzetta.
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