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Il Giornale – Inter, c’è da chiedersi una cosa. La vigilia correrebbe liscia se non ci fosse…

Gianni Pampinella

Nella corsa al titolo, l'Inter ha davanti un difficile ostacolo: il Napoli. Intanto il quotidiano analizza le parole del tecnico in conferenza

Nella corsa al titolo, l'Inter ha davanti un difficile ostacolo: il Napoli. I nerazzurri inseguono la dodicesima vittoria consecutiva, in conferenza stampa Conte ha messo in guardia i suoi. Finché non ci sarà l'aritmetica certezza dello scudetto, ci vuole la massima concentrazione. Per il Giornale, lo scudetto la squadra nerazzurra lo ha già vinto da almeno due settimane.

"Napoli è l'ultimo ostacolo non per lo scudetto, già virtualmente vinto da almeno 15 giorni, ma per frenare la corsa record di 11 successi consecutivi nel girone di ritorno. Poi l'Inter è attesa da 4 partite (Spezia e Verona, Crotone e Sampdoria) entro le quali anche l'aritmetica le darà il titolo. Stasera (inizio 20.45) gioca per ultima, ma non è più questione di sapere o non sapere cosa hanno fatto gli avversari, perché di avversari non ce ne sono più, nonostante l'ovvia prudenza dialettica di Conte. Anzi: stasera l'Inter gioca anche per quelli che sono i suoi rivali più storici e ostinati".

"A Conte interessa solo vincere un'altra partita e superare «un altro degli step che mancano per coronare un sogno», racconta in una vigilia che correrebbe liscia se non ci fosse la ritrovata voglia di individuare qua e là trappole e nemici, sì da poter alzare barricate a protezione della squadra, ma soprattutto della sua concentrazione".

«Il problema sono io, per questo criticano il nostro gioco. L'importante è che non tocchino l'Inter», strilla da capobanda che non si nasconde, anzi. «Solo i risultati hanno cambiato la percezione del mio lavoro»: cos'altro avrebbe dovuto farlo, resta peraltro un mistero, detto (più volte) che l'Inter lo scorso anno è finita seconda in campionato e all'ultimo atto dell'Europa League. Piuttosto, fino a un girone fa, c'era da chiedersi dove fosse finita quella squadra. La base era già buona: il lavoro da scudetto non è certo cominciato con questo filotto di vittorie".

(Il Giornale)