Polverosi: "Inter è un tiranno: tutte le rivali devono essere preoccupate perché..."
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Tra le pagine dell'edizione odierna del Corriere dello Sport, Alberto Polverosi, giornalista, ha analizzato così la vittoria di ieri dell'Inter col Cagliari: "Di sicuro Monza e Cagliari non sono avversarie capaci di creare veri problemi all’Inter, però se uniamo il secondo tempo contro la squadra di Juric e il primo contro quella di Pisacane non esce la foto di una squadra forte, ma quella di un tiranno. La differenza sta solo nel numero dei gol, nella ripresa col Monza ne aveva fatti tre, nei primi 45' con i sardi solo uno e almeno sei/sette buttati al vento. Tenere aperta la partita, dopo la rete di Calhanoglu e un dominio del genere, poteva diventare un rischio. O meglio, lo è stato davvero perché mentre l’Inter nel secondo tempo ha continuato a sbagliare un gol dietro l’altro, la possibilità di un pareggio miracoloso ha dato coraggio al Cagliari che ha perso la timidezza della prima parte e ha cercato più volte di agguantare il punto.
Lautaro ed Esposito hanno giocato bene, sempre a favore della squadra, ma in area, casa loro, hanno sbagliato tutto quello che non si poteva sbagliare, imitati poi da Thuram quando è entrato. Tutt’e tre devono ringraziare Bisseck che nel finale ha cancellato un gol sicuro di Kevin Carlos. Diciassette tiri prima dell’intervallo (diventeranno trentuno alla fine della partita), il Cagliari mai arrivato dalle parti di Josep Martinez, oltre il 64 per cento di possesso palla quasi tutto nella metà campo avversaria. Siamo solo alle prime giornate, quindi si può parlare soltanto di sensazioni, ma quella che hanno lasciato i campioni d’Italia su questo campo deve preoccupare tutte le rivali: in questo momento solo l’Inter può frenare l’Inter, soltanto se si fa del male da sola può aiutare Napoli, Como, Milan, Juventus e Roma, altrimenti sarà dura competere con questa macchina che va avanti anche senza pilota. Con l’Inter ti puoi sedere al posto del navigatore e farti portare tranquillamente a destinazione, arriverai sempre puntuale.
La squadra di Chivu ricorda quei coltelli multiuso creati in Svizzera, quelli che si aprono con tante lame, lunghe e corte, con le forbici, con il cavatappi, con il cacciavite, l’Inter può segnare in tutti quei modi diversi. Con le lame di Calhanoglu, al secondo gol alla seconda partita con due tiri da fuori area, contro il Parma con una botta terrificante, ieri con un “piazzato” di prima finito nell’angolino; può far gol con le forbici (i tagli) di Dimarco e con il cavatappi di Lautaro Martinez che porta via i difensori quando si imbottigliano in area. Può giocare tenendo la palla, facendola girare da una parte all’altra, in attesa di trovare il pertugio, oppure al contrario, come è capitato quando Bastoni ha lanciato Barella a sessanta metri di distanza e Rodriguez ha salvato la sua porta quasi sulla linea.
In un modo e nell’altro, con un calcio sbrigativo o con un’avanzata più riflessiva e più elaborata, l’Inter gioca bene, molto bene. Non forza, vince partite come questa di Cagliari perché impone il suo marchio. Niente è casuale nella sua manovra, è una squadra sempre ben orientata e ora è anche più ricca di soluzioni, di alternative, rispetto alla stagione scorsa. Ieri ha debuttato Jones (un pezzetto di partita ben fatto) e quando Chivu ha capito che era meglio non fidarsi dell’ammonito Akanji ha messo dentro Stones. Non è facile per nessuno inaridire tante fonti di gioco. Dal Cagliari, dopo il successo di Parma, c’era da aspettarsi qualcosa di più rispetto al niente del primo tempo. La sua strana inconsistenza poteva trasformarsi in un tracollo già dopo mezz’ora. Decisamente meglio nella ripresa, con una indicazione interessante per Pisacane: Fadera farà comodo alla sua squadra".
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