Sensi, Inter coerente: mai pensato di tenerlo come settimo centrocampista, ecco perchè
Non c'è posto all'Inter per Stefano Sensi: il centrocampista, rientrato a Milano dopo il prestito al Monza, nonostante un positivo pre campionato cambierà ancora aria. Libero spiega i motivi: "Nel precampionato Sensi ha firmato tre reti contro Lugano, Psg e Salisburgo, due delle quali decisive. Non è andato a segno controla Pergolettese e l'Al Nassr, poco male, è comunque il miglior marcatore della pre-stagione dei vice campioni d'Europa. Ma la stagione è tutta un'altra storia e Sensi non ne farà parte.
Un controsenso? No, una scelta. Uno dei pregi dell'attuale dirigenza nerazzurra è la coerenza rispetto alla strategia iniziale. Sensi non è mai stato il settimo centrocampista da tenere in rosa come jolly, nemmeno il sesto in caso di mancato arrivo di Samardzic, il sogno di mercato che poi si è realizzato. Sette non servono, l'Inter vuole una rosa cortafatta di soli doppioni per contenere il monte ingaggi. Proprio perché corta, però, ha bisogno che i venti calciatori di movimento garantiscano un alto numero di partite stagionali e Sensi non appartiene a questa categoria di atleta. È vero che lo scorso anno al Monza ha collezionato 30 presenze ma solo in sette occasioni è andato oltre gli 80' di gioco. È vero anche che da settimo centrocampista non verrebbe stressato, ma ha senso averne uno in più ora che i primi sei sono di altissimo livello? La risposta che si è data l'Inter è no, non ha senso".
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