Dall'Ajax fino al Triplete vinto con l'Inter: le parole di Wesley Sneijder, ospite al Festival dello Sport di Trento
Sneijder: "Chivu, Mourinho e Triplete e addio Inter: vi racconto tutto. E quel gol alla Juve..."
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Ospite al Festival dello Sport di Trento nel talk 'il genio del Triplete', l'ex centrocampista dell'Inter Wesley Sneijder ha parlato così: "Quando inizi sin da piccolo, devi sognare per forza. Il mio primo obiettivo era di giocare in prima squadra con l'Ajax, poi piano piano ho aggiunto altri obiettivi e li ho raggiunti"
Scuola Ajax
Videomessaggio di Chivu
"Bello eh, però ora che è diventato allenatore dell'Inter non mi risponde più (ride, ndr). Eravamo compagni di stanza, parlava tanto anche con sua moglie tanto che io ho iniziato a capire un po' il romeno perché lui parlava sempre in romeno. Un ragazzo incredibile, è incredibile quello che sta facendo all'Inter, non è per niente facile. Bisogna fare un grande applauso a Chivu per come ha sistemato le cose dopo la finale di Champions e quello che era successo al Mondiale per Club. In camera a volte guardavamo insieme il film, Mourinho ci lasciava anche dei CD per farci vedere cosa avremmo dovuto fare"Cosa ha portato Chivu all'Inter
"Chivu ha una sua idea di come si allena e cerca di trasmetterla sempre ai giocatori. Fa a modo suo e spesso fa anche il giocatore, condividendo bei momenti con la squadra. Gli auguro di raggiungere grandi traguardi da allenatore. Non mi aspettavo che facesse anche i 100 metri per andare a correre per festeggiare con i giocatori. Un po' è invecchiato ma nel cuore è rimasto sempre lui"Real Madrid è un rimpianto?
"Penso che il Real Madrid sia il club migliore del mondo, il primo anno avevo fatto bene, abbiamo vinto la Liga ma avevamo fatto il nostro, dovevamo vincere la Champions, lì c'è molta pressione. Qualcosa si è rotto, c'è stato poi il divorzio, anche dei problemi personali fino ad arrivare all'Inter"Mourinho
"Chivu ha dato il mio numero a lui dicendo che ero quello che mancava all'Inter per vincere la Champions. Anche Ibrahimovic ha dato il mio numero a Mourinho perché Zlatan mi voleva alle sue spalle, poi sfortunatamente, o fortunatamente è andato al Barcellona. È stato tutto pazzesco. Non ero ancora un giocatore dell'Inter ma ero già al 100% fiducioso nel tecnico. Ho giocato il derby senza aver fatto alcun allenamento. E dopo 2-3 mesi ho detto a tutti: 'vinceremo tutto'. Era impossibile batterci, la difesa era troppo forte, il centrocampo era incredibile e Milito segnava sempre. E poi condividevamo alcuni momenti anche extra-campo insieme, lo spogliatoio era molto unito"Zanetti
"Lo conoscevo già prima di arrivare all'Inter, era una leggenda ma è diventato ancor di più leggenda quando ho iniziato a giocare con lui. Era il primo ad arrivare al campo e l'ultimo ad andare via, il motto 'c'è solo un capitano' è veramente perfetto per lui"Notte di Madrid
"Non sapevamo dell'addio di Mourinho, sapevamo che poteva capitare ma in quel momento pensavamo a battere il Bayern Monaco. Eravamo convinti che quella serata fosse nostra, c'erano le nostre famiglie, i nostri tifosi, lo sapevamo che avremmo vinto. L'unica vera domanda era quanto avremmo vinto. Spesso eravamo tranquilli in spogliatoio prima delle partite ma quel giorno no, c'era un po' di tensione e poi abbiamo detto 'facciamo come facciamo di solito, scherziamo e ridiamo e poi vinceremo in campo'"Mourinho
"Devo essere onesto: ero triste dopo aver visto la serie Netflix su Mourinho e spiego il perché. Mi sentivo speciale nell'aver lavorato con Mourinho, conosco tutti i segreti del suo lavoro. Ora tutto il mondo li conosce. Avevo un legame speciale con lui. Lui era davvero lo Special One. Ricordo quando Maicon prese il rosso e due giornate di squalifica. Tutti gli altri allenatori avrebbero criticato Maicon, lui disse 'ok Maic, vai pure in Brasile e torna tra due settimane'. Quando è tornato, non poteva più deludere Mourinho. Questa è una cosa mentale che funziona. Ora è ancora al Real Madrdi 16 anni dopo, resta speciale anche se ora è più difficile, c'è molta pressione su di lui ma gli auguro il meglio"Mondiale e Pallone d'Oro sfiorati
"Potevamo vincere quella finale con la Spagna, il dito di Casillas ci ha impedito di vincere. Abbiamo perso, questo è il calcio. Pallone D'Oro? Non lo dico più: non me ne frega niente, ho vinto la Champions con l'Inter. Non me ne frega proprio, è la prima volta che vedo la classifica del Pallone D'Oro"Allenatori Inter post Triplete
"Eravamo tornati un po' più tardi post Mondiale ma qualcosa si era rotto. Non c'erano più alcuni giocatori, non c'era più Mourinho. Ricordo una volta che io ed Eto'o arrivammo tardi. Eto'o fu convocato da Benitez nello spogliatoio, Eto'o poi mi disse: 'Non funzionerà più". Parlai anche io con Benitez, mi disse che non voleva più che facessi il trequartista ma il centrocampista box-to-tox. Io risposi così: "Penso tu non abbia visto l'anno scorso'. E' successo davvero"Addio all'Inter nel 2013
"C'erano problemi economici al club, mi hanno dimezzato lo stipendio senza parlarmene, potevano propormi situazioni alternative e invece hanno deciso di ridurmi lo stipendio. Non c'era più la fiducia, ho detto ai miei compagni che me ne andavo e che andavo al Galatasaray. E ricordo quando segnai alla Juve ricevetti tanti messaggi e tante chiamate, erano tutti contenti, anche per me fu una gioia doppia"© RIPRODUZIONE RISERVATA
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