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Vernazza (GdS): “Inter, ad oggi il vero problema di Conte resta Eriksen. Se andasse via…”

Il giornalista analizza il primo anno di Conte in nterazzurro

Matteo Pifferi

Nel corso di un ampio editoriale sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, il giornalista Sebastiano Vernazzaha analizzato così il primo anno di Conte all'Inter:

"Un anno o quasi di Antonio Conte all’Inter. Il 31 maggio 2019 il club del gruppo Suning annunciava l’arrivo del nuovo allenatore con un video emozionale sui social. Un anno dopo il bilancio è buono. Non eccelso, ma positivo. Non sappiamo se il campionato ripartirà, nel caso sarà difficile arpionare lo scudetto. Il merito di Conte è stato quello di aver reso normale la qualificazione alla Champions. Luciano Spalletti lo ha detto l’altro giorno a Sky: «L’ingresso in Champions vale più della Coppa Italia». Ha ragione. Spalletti aveva riportato l’Inter nella grande Europa, ma nel biennio spallettiano gli accessi alla Champions erano stati acciuffati all’ultima giornata, tra mille patemi. Oggi l’Inter è terza con una partita da recuperare e nove punti di vantaggio sulla Roma quinta. Il biglietto per la Champions sembra blindato".

FUTURO - "Conte è chiamato a migliorare l’Inter per la stagione 2020-21 e se un anno fa il suo approccio al mercato era stato cauto, per non commettere invasioni di campo e sovrapposizioni di ruoli, abbiamo la ragionevole certezza che l’allenatore inciderà di più sulla prossima campagna acquisti. Conte si è calato bene nel mondo Inter, ha tirato dalla sua parte i tifosi con un approccio alla Mourinho, non c’è stato il temuto rigetto per juventinità pregressa. Se vuole crescere, e non ci riferiamo soltanto allo scudetto, ma anche alla necessità di entrare negli ottavi di Champions, traguardo mancato negli ultimi due tentativi, se vuole salire di livello, l’Inter deve però cambiare. Se rimane com’è, resta dov’è. Banale, ma vero".

ERIKSEN- "A oggi il vero problema di Conte resta Eriksen, acquistato in gennaio dal Tottenham e non ancora integrato nel gioco. Il danese è costato 20 milioni, ma ha firmato per sette milioni e mezzo netti a stagione, più bonus, fino al 2024, un contratto pesante. Eriksen è forte, il punto critico è la sua adattabilità al calcio di Conte. Se andasse via in prestito, perderebbero un po’ tutti, allenatore incluso. Vale la pena lavorarci sopra, però l’integralismo di Conte è a flessibilità limitata. O si trova in fretta la quadra o la questione deflagra".

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