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ESCLUSIVA Bertolino: “Caso Lukaku, espulsione assurda. Cuadrado merita 4 giornate”

Bertolino Inter Lukaku
Le parole del noto tifoso nerazzurro all'indomani di Juventus-Inter: "Servono pene severe per quanto accaduto a Torino"

Daniele Vitiello

"Sono stufo di ascoltare gente che allo stadio fa il verso della scimmia ad un giocatore di colore". Parole sacrosante, pronunciate da Enrico Bertolino, uomo di spettacolo e noto tifoso dell'Inter, dopo quanto accaduto ieri sera a Lukaku in Juventus-Inter di Coppa Italia.

Inter Lukaku

Questo il pensiero del noto tifoso nerazzurro raccolto in esclusiva da Fcinter1908.it: "Tra Inter e Juventus non sono mai partite semplici, lo abbiamo visto anche ieri. Non è stata una gara eccelsa, sembrava che entrambe si accontentassero. Quando però c'è di mezzo il colore della pelle, comincia ad essere difficile. Deve essere riconosciuto per Lukaku quanto fatto per Kean all'epoca. Non è possibile tollerare certe cose, certa gente deve essere condannata a rimanere fuori dallo stadio. Non me ne frega nulla di chi siano. Possono essere Drughi, Curva Nord, Curva Sud, è uguale. Basta. Chi ha insultato in quel modo, venga rinchiuso lui allo zoo".

L'espulsione, poi, la vera beffa.

"La doppia ammonizione è arrivata per quale motivo? Lukaku avrebbe zittito lo stesso il pubblico se non fosse stato provocato in quel modo? La prima ammonizione era netta, ma non si può assolutamente dire che sia giusta anche la seconda. Avremmo dovuto espellere Boateng allora quando lasciò il campo? Dobbiamo combattere seriamente il razzismo, altrimenti è inutile e continuiamo ad applicare un regolamento ottuso".

Juventus Inter Cuadrado Handanovic

E le scintille sono proseguite anche dopo.

"Non voglio fare polemica con la Juventus, ma certe cose nascono sempre con loro. Spero che Cuadrado si becchi almeno quattro giornate, il pugno l'ha dato lui, mica Handanovic. Per smuovere uno come Samir deve averlo provocato non poco. Anche D'Ambrosio in campionato ha risposto ad una provocazione di Paredes. Loro sono professionisti e devono sapersi gestire, ma se si va oltre... come si fa? Non mi è piaciuta nemmeno la caccia all'uomo ieri sera. Spero arrivino multe stratosferiche, ma non bastano nemmeno quelle, perché alla fine le paga la società".

L'approccio e la reazione possono far ben sperare in vista delle prossime gare?

"La squadra obiettivamente ha giocato, ma ha fatto un possesso palla sterile. La palla loro non l'hanno mai vista nel primo tempo e in buona parte del secondo, ma quello che conta è il risultato. Noi là davanti non facciamo gol, non segna più nessuno. Lautaro ha tirato il carretto per tanto tempo, per cui un calo è fisiologico, Correa è un oggetto misterioso e Dzeko ormai ha una certa età. La Salernitana ha una fame di punti mostruosa, a noi mancano ancora Calhanoglu e Skriniar, ma spero che serva la reazione emotiva di ieri. Per il ritorno di Coppa Italia, se non rivedono la decisione su Lukaku, saremo in difficoltà. Pensiamo comunque step by step".

Inter Inzaghi

Concentrandoci sul campo, di chi le principali responsabilità per il rendimento dell'Inter?

"Giusto che le 10 partite perse vengano imputate a Inzaghi. Però, dire che sia l'unico responsabile, lo trovo ingiusto. Abbiamo nove giocatori in scadenza, bisogna capire fino a che punto ci siano con la testa. I giocatori chiariscano la loro volontà sul futuro. Se Dumfries deve andare a giocare altrove, che si sappia adesso. Per come sta giocando, non so chi possa prenderlo. Vale per lui, come per altri. Io comunque quando lavoro per un programma televisivo, non penso già a quello dopo. Quanto sta accadendo non può essere imputato solo a Inzaghi, che ha ereditato una rosa impoverita. Ciò che si può imputare a lui è aver voluto rincalzi che non sono stati all'altezza. C'è bisogno di gente brava e che dimostri attaccamento alla maglia. Senza soldi mi rendo conto sia difficile".

Un aiuto, in questo senso, può arrivare anche da InterSpac?

"Sono fiducioso che si possa quantomeno proporre qualcosa. Non possiamo fare l'operazione Bayern Monaco, è palese, ma l'idea di essere a disposizione della società per dare una mano è bella. Gli interisti sono pronti ad aiutare l'Inter. Il presidente non ci tiene ovviamente ad avere soci di minoranza, sarebbe un po' come quando Grillo era in Telecom. Noi tra l'altro non abbiamo voglia di andare lì a decidere per Marotta. E' un atto simbolico per dimostrare vicinanza alla squadra nei momenti più delicati. Quando ho messo la mia quota in InterSpac l'ho fatto per riconoscenza verso l'Inter, che mi ha regalato negli anni sensazioni bellissime. Penso di aver ripagato in parte quello che il club mi ha dato".

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