L'ex difensore nerazzurro, cresciuto e affermatosi nel Torino, parla così del match in programma domani a San Siro

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VIDEO FCIN1908 / INTER CAMPIONE D'ITALIA, LA FESTA DEI TIFOSI IN DUOMO

L'Inter campione d'Italia si appresta a scendere in campo per la prima volta dopo aver vinto lo scudetto della seconda stella: avversario di turno, il Torino di Ivan Juric. Una partita dal sapore speciale per Luca Mezzano, ex difensore che ha legato la sua carriera alla maglia granata, transitato a Milano appena diciannovenne, che impreziosì la sua esperienza in nerazzurro con la conquista della Coppa Uefa nel 1998.

Domani sarà una partita speciale per te: da una parte la squadra della tua vita, il Torino; dall'altra, quella che ha significato l'arrivo in una big a soli 20 anni, l'Inter."Il Torino ha rappresentato tutta la mia vita calcistica, dall'infanzia fino all'età adulta, e anche nel dopo carriera con un percorso da allenatore di 5 anni, è la mia seconda casa. Per quanto riguarda l'Inter, parliamo di un qualcosa di incredibile, di un sogno che si era realizzato: arrivare in un top club a 19 anni, nello stesso anno di Ronaldo, vi lascio solo immaginare... Fu un'annata dal doppio volto: a livello personale non andò molto bene per un infortunio lungo, mi operai per 3 ernie inguinali e rimasi fermo quasi 7 mesi, ma a livello di squadra fu una stagione importante, chiusa al secondo posto e con la conquista della Coppa Uefa. Ho ricordi molto belli che mi legano a entrambi gli ambienti".

Mezzano

Per l'Inter si tratta della prima uscita da campione d'Italia."Quest'anno l'Inter è stata straordinaria, non solo per la vittoria del campionato ma anche per il come: ha giocato spesso e volentieri un calcio piacevole, moderno, fatto di possesso palla, costruzione e tante soluzioni, in certi momenti sono stati davvero straripanti. Miglior attacco, miglior difesa: un campionato conquistato con grandissimo merito, bisogna fare un applauso alla società, allo staff tecnico e ai ragazzi".

AC Milan v FC Internazionale - Serie A TIM
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Pensi che i festeggiamenti di questa settimana possano influire sulla prestazione dell'Inter?"Hanno festeggiato con 5 giornate di anticipo, vediamo se questo può essere un vantaggio per il Torino o se può essere un qualcosa che dà ancora più carica. Può averti fatto mollare un pochino inconsciamente, ma può anche farti giocare spensierato. È difficile leggere questa situazione, vedremo cosa dirà il campo. Sicuramente se l'Inter fa la partita che ci ha abituato a fare è una macchina quasi perfetta, con pochissimi punti deboli, tante soluzioni davanti, in mezzo, sugli esterni. È anche vero che il Torino contro squadre forti, dove deve fare meno la partita, ha dimostrato di essere più a suo agio".

Per il Torino la gara contro l'Inter può rappresentare una delle ultime occasioni per poter puntare ancora all'Europa."Si sta giocando ancora qualche piccola speranza. Qualcosina evidentemente manca: credo sempre che i valori sul lungo periodo alla fine vengano fuori, la posizione di classifica rispecchia quello che è il valore della squadra. Sicuramente il Torino ha una base e un'identità, ha un buon allenatore: quello da capire è che probabilmente bisogna alzare un po' l'asticella in alcuni reparti per poter permettere un salto di qualità. A livello difensivo i numeri sono buoni, manca qualcosa in avanti".

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Uno dei protagonisti della stagione del Torino è Raoul Bellanova: pensi si possa parlare di rimpianto per l'Inter?"Bellanova in quella posizione ha dimostrato di essere un profilo di altissimo livello, al Torino ha avuto una crescita esponenziale. Non è partito in maniera brillantissima, ma ha conquistato la piazza a suon di prestazioni importanti. Ha dato un buon contributo in termini di assist, è un giocatore che è arrivato in Nazionale. È un ragazzo in ascesa, poi è ovvio che l'Inter ha tanti giocatori e deve fare delle scelte: a volte magari scommetti, puoi far bene e puoi far male. Penso che Bellanova possa essere un profilo da top club nel giro di qualche anno".

Tra i tanti club accostati a Buongiorno c'è anche l'Inter: lo consideri pronto per una big? Potrebbe far comodo anche ai nerazzurri?"Per quanto riguarda l'Inter, direi di sì: è abituato a giocare a 3 da qualche anno, è un giocatore dalla struttura fisica imponente, è un mancino, merce rara, può fare sia il centrale che il braccetto, è fortissimo di testa, è molto attento in marcatura. È chiaro che c'è ancora uno step per potersi dimostrare di essere titolare in una piazza come l'Inter, ma Alessandro è un ragazzo che continua a crescere: ho avuto l'onore e il piacere di allenarlo nelle giovanili, aveva già una mentalità da giocatore vero a 12-13 anni. Magari non sarà pronto per essere da subito titolare inamovibile, ma è uno che quando si mette in testa un obiettivo lavora forte, diventa solo una questione di prendere i ritmi. Credo che abbia tutti gli strumenti per farcela. Il suo valore è importante, si parla di 30-40 milioni: per quanto so che i tifosi potrebbero rimanerci male e per quanto lui sia legato alla maglia granata, anche dal punto di vista societario può diventare un'operazione intelligente".

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