Altobelli: "Vincere un Mondiale è un privilegio. Lautaro? Ce lo invidiano un po' tutti"
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Alessandro "Spillo" Altobelli è uno dei 20 giocatori della storia dell'Inter ad essere riuscito a vincere un Mondiale, con tanto di gol contro la Germania nella finale del 1982. Ricordi indelebili, ai quali legare un pensiero anche per Lautaro Martinez, che domenica con la sua Argentina si giocherà il titolo contro la Spagna: "La finale dei Mondiali è una partita diversa da tutte le altre: la notte prima del match contro la Germania sentivo l’importanza della partita, ma ero tranquillo anche perché non dovevo scendere in campo da titolare. Tutta la squadra comunque era in realtà abbastanza rilassata: venivamo da tre grandi vittorie contro La finale dei Mondiali è una partita diversa da tutte le altre: la notte prima del match contro la Germania sentivo l’importanza della partita, ma ero tranquillo anche perché non dovevo scendere in campo da titolare. Tutta la squadra comunque era in realtà abbastanza rilassata: venivamo da tre grandi vittorie contro Argentina, Brasile e Polonia dopo un girone iniziale dove avevamo fatto più fatica, quindi eravamo su di morale. Non dovevo giocare, ma anche io sentivo tanto la partita: impossibile che non succeda prima di una finale. Ero pronto, mi ero preparato benissimo: con l'infortunio di Ciccio Graziani sono stato mandato in campo subito al 7' e fortunatamente sono entrato immediatamente in partita. Graziani si era fatto male già nella semifinale contro la Polonia e nei giorni precedenti la finale quando ci allenavamo io mi rendevo conto che lui non stava benissimo, aveva dolore: per questo sono rimasto sempre concentrato e mi sono preparato al meglio. Quando è caduto e si è fatto male in finale mi è dispiaciuto molto anche perché piangeva dal dolore.
In quel 1982 io avevo fatto un bel campionato con l'Inter e avevamo vinto anche la Coppa Italia, ma sapevo di partire dietro nelle gerarchie di Bearzot rispetto a Paolo Rossi e a Graziani, anche giustamente direi perché entrambi erano molto forti. Nonostante il dispiacere per Ciccio devo dire che è stato bello togliersi la soddisfazione di giocare la finale del Mondiale: personalmente sono sempre stato uno che non voleva solamente partecipare, ho sempre desiderato lasciare un segno e incidere. Per questo motivo il gol del momentaneo 3-0 contro la Germania è stata una grandissima felicità per me: ho chiuso la partita e su quella rete il Presidente della Repubblica Pertini ha esclamato "non ci prendono più": aveva ragione.
Il record dell'Inter che dal 1982 ha sempre avuto almeno un giocatore in finale? Per tanti anni l'Inter ha avuto giocatori di altissimo livello, anche quando non ha vinto il campionato: è una cosa che prosegue ancora oggi, con una squadra che vince tanti trofei ed è protagonista in Europa. Ci sono tanti giocatori importanti, non solo italiani ma anche alcuni dei migliori stranieri in circolazione. Vedere Lautaro segnare contro l'Inghilterra è stata una grande soddisfazione: un paio di anni fa l'ho incontrato a Milano e gli avevo detto che lui era l'unico che poteva raggiungermi al secondo posto nella classifica dei migliori marcatori all-time dell'Inter.
È ancora giovane, gioca bene, segna tanto, ama la maglia e vive l'Inter con passione: sicuramente potrà superarmi perché è un goleador che ci invidiano un po' tutti. Mi sorprende averlo visto partire dalla panchina in alcune occasioni al Mondiale, perché è fortissimo: però riesce sempre a incidere, non è facile quando non si gioca da titolari. Quando si entra a gara in corso gli altri stanno già andando a 100 all'ora e non sempre è semplice entrare subito in partita: eppure Lautaro dà sempre la dimostrazione che partecipare dalla panchina, osservando il gioco, è importante quanto giocare per entrare subito al massimo, come è accaduto anche a me nella finale contro la Germania. Entrambi abbiamo vinto un Mondiale: posso assicurarvi che partecipare a un Mondiale, giocare la finale e vincere la Coppa del Mondo è la cosa più meravigliosa che possa accadere a un calciatore, perché non tutti durante la carriera possono dire di avere avuto lo stesso privilegio".
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