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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'esterno del Liverpool Federico Chiesa ha parlato del suo futuro ma anche di Curtis Jones, da tempo nel mirino dell'Inter:
Chiesa, cosa non ha funzionato?
«Il minutaggio. Dall’inizio del 2026 ho giocato veramente poco. Col Liverpool ho un gran rapporto, a gennaio il club e Slot mi dissero che non potevo andare via, c’era bisogno di me anche per una questione numerica. Eravamo in emergenza. Ho capito la situazione e sono rimasto col sorriso, si parla sempre di Liverpool, lo scorso anno mi hanno fatto vincere la Premier. Eppure...».
Eppure poteva tornare alla Juventus: giusto?
«Il Liverpool mi aveva informato, poi la trattativa con la Juve non è andata a buon fine».
Si è detto di tutto sul suo forfait con l’Italia di marzo a ridosso degli spareggi per il Mondiale: qual è la verità?
«L’ha spiegato Gattuso, che ringrazio. Rino è un uomo fantastico, raro per il mondo del calcio. Purtroppo gli infortuni capitano e io sono arrivato a Coverciano con dei problemi fisici. Infatti sono stato rimandato a casa dopo un consulto con i medici e sono stato fermo una settimana e mezzo col Liverpool. Capisco che la gente in un momento del genere possa pensare ad altro, ma io ho anche vinto con la Nazionale! Qualcuno a volte se lo scorda... Gioco a pallone da un po’, non commento nemmeno le offese gratuite che ho letto sui social. L’unico dolore è stato vedere l’Italia fuori dal Mondiale. Io sono molto attaccato alla maglia azzurra e ho sofferto. Non ho nemmeno voluto guardare i rigori, ero teso. Mi dispiace per i compagni, per il ct e per tutta l’Italia. Erano ed eravamo sicuri di qualificarci il giorno del raduno a Coverciano. Bisogna guardare avanti».
L’Italia è un capitolo chiuso?
«No, voglio tornare protagonista, ma per riuscirci devo fare più di mille minuti a stagione nel mio club. Giocando così poco non vado da nessuna parte».
Quale Chiesa per il 2026-27?
«Ripeto: voglio giocare, se non trovo continuità in Premier la devo cercare altrove. Il primo anno di Liverpool non ho praticamente giocato e nell’ultimo poco e nulla. Andrò in ritiro negli Usa, poi parlerò col club e col nuovo tecnico Iraola e vedremo».
Il Como è una possibilità?
«Sono aperto a tutto, l’importante è giocare. Non ho la presunzione di dire: devo essere titolare. Sono pronto a giocarmi il posto, ovunque. Fabregas è un allenatore top, nessuno si sarebbe mai immaginato un Como così: squadra bella anche da vedere. Però mi è dispiaciuto che in Champions non sia andata la Juve».
In Italia si guarda al Liverpool: l’Inter punta Jones, la Juve non perde le speranze per Alisson.
«Jones mi ha chiesto solo come si vive in Italia. Gli ho detto che si sta benissimo e il meteo è migliore di Liverpool, che a parte quello è un posto speciale. Jones è davvero forte tecnicamente, fa bene l’Inter a pensarci. Alisson? Da quello che sento, resta in Inghilterra: poi vediamo. Parliamo di uno dei migliori cinque portieri al mondo. È un leader fantastico, ha vinto tutto e fa la differenza in campo e nello spogliatoio. Ho passato tanto tempo con lui e Mac Allister».
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