Sneijder: "Inter pronta per la Champions! Vi dico cosa penso di Chivu, Lautaro, Spence e Jones"
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Intervistato da La Gazzetta dello Sport a margine del Festival di Trento, Wesley Sneijder, ex trequartista dell'Inter, ha esordito così in merito alle ambizioni dei nerazzurri: «Quanto ci starebbe bene una nuova Champions quest’anno, poi la finale si gioca di nuovo a Madrid...».
Certo, Sneijder, ma stavolta è al Metropolitano.«Non importa (ride, ndr). Ciò che conta è che la squadra sia pronta per provarci. Per me lo è, ha tutto: non solo un Lautaro caldissimo, ma anche l’allenatore top che serve. Il mio amico Cristian ha trovato un tocco speciale, ancora di più dopo lo scudetto e la Coppa Italia. All’inizio, anche per le difficoltà del momento, non sembrava che guidasse una “sua” macchina. Nel tempo, ha costruito una squadra molto riconoscibile nello stile. Ora l’Inter è ancora più aggressiva e bella, nel senso che sa giocare bene un calcio moderno». Basterà per competere contro le corazzate del Continente? «In Italia è la migliore, questo mi sembra chiaro; in Europa una delle migliori, senza dubbio. La squadra si diverte e non deve perdere mai questa voglia di sorridere: il gruppo è già vincente da anni, può fare l’ultimo salto, anche se solo col tempo capiremo il reale livello di tutte le big di Champions».
Qual è la missione principale per Chivu adesso? «Non devo dirlo io a lui, semmai lui a me, anche se ora che è un coach così importante non mi risponde più... (altra risata, ndr). Scherzi a parte, sembra nato per fare l’allenatore dell’Inter e non mi aspettavo che facesse anche i 100 metri per andare a festeggiare con i giocatori sotto la curva. È un po’ invecchiato ma nel cuore è rimasto sempre lui. Tutti i mestieri sono fatti di cose imparate sul campo, un po’ alla volta: ad esempio, Cristian dovrà verificare l’effetto di una sosta così lunga sui giocatori. Poi, è importante anche non dover rimontare sempre...». Per lei questo può diventare un problema serio? «Non credo, siamo all’inizio, c’è stato un Mondiale prima, che avrà pesato sulla preparazione e qualche giocatore ancora deve adattarsi. Appena tutto farà clic, l’Inter non andrà sicuramente sempre sotto di due reti. Resta il fatto che ogni volta è riuscita a recuperare, per poco non ce la faceva anche a Madrid: solo le grandi squadre riescono a fare rimonte così». In campionato chi è la principale antagonista? «La Roma con Gasperini è particolarmente aggressiva e pericolosa, soprattutto con questo Malen che segna sempre e attacca la profondità al momento giusto: pochi sanno farlo così. Ora il Como ha gli occhi di tutti addosso ed è molto interessante. Ma le altre – Milan, Juve e pure Napoli –, come fai a non considerarle?». Rispetto all’anno scorso, c’è qualcuno che le ha rubato ancora di più l’occhio? «Lautaro è davvero innamorato dell’Inter, un po’ come Zanetti. Ha lo sguardo dell’attaccante cattivo, con quello ha già fatto mezzo gol. Sono curioso di vedere anche gli inglesi: Jones è un gran bel centrocampista, moderno, e Spence sulla fascia mi sembra più offensivo di Dumfries. In mezzo, poi, tutto gira attorno a Barella e, soprattutto, a Calhanoglu, che mi piace tantissimo anche per il modo in cui calcia».
Chivu
Calha scadrà a fine anno quando avrà già 33 anni: che fare con lui? «Non so la situazione, non posso dire molto, ma uno così io me lo terrei sempre e l’età non mi sembra un grossissimo problema. Poi, in generale, nel club si fa sempre un giusto ricambio: Thuram fa benissimo, ma è esploso un grande Pio. Vale per l’Inter, ma anche per la maglia azzurra: questo ragazzo ha un fisico da paura e con quello sta spingendo la Nazionale. Io amo l’Italia ma penso che tutto il mondo voglia rivedere gli azzurri al livello più alto possibile». Tornando alla Champions, ha visto Mou al Real Madrid? Non è che, a differenza di Chivu, lui ha smarrito il tocco magico? «Se lo avesse smarrito, lo avrebbe mai richiamato il club più importante del mondo? Certo, è anche la squadra con più pressione: se José ne aveva tanta 15 anni fa, oggi ne avrà il doppio, ma da un allenatore così puoi aspettarti di tutto».
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