Stramaccioni: "Vi spiego perché Gasperini soffre il 3-5-2 dell'Inter. Ma occhio a..."
Andrea Stramaccioni, doppio ex, ha parlato di Roma-Inter ai microfoni de La Gazzetta dello Sport: “È innegabile che il credo 'gasperiniano' soffra alcuni aspetti del 3-5-2 nerazzurro. Dal 2018, contro allenatori che usano questo modulo - vedi Conte, Simone Inzaghi e lo stesso Chivu -, ha raccolto 12 sconfitte e quattro pareggi. Ovviamente è un tema legato alle qualità dei giocatori in relazione alla struttura del 3-5-2, mantra tattico dei nerazzurri degli ultimi sei anni".
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"Ai giocatori, certo, e alle loro qualità. Pensi a Guardiola e al suo strepitoso Manchester City: nel 2023, nella finale di Champions di Istanbul vinta proprio contro i nerazzurri, avanzò Stones a centrocampo al fianco di Rodri e sorprese tutti. Giocò a tre contro l’Inter di Inzaghi per non soffrire i movimenti collaudati di Lautaro e compagni. Le caratteristiche dei giocatori e l’occupazione degli spazi all’interno di una partita possono determinare molto".
Quali contromisure potrebbe adottare Gasperini?
“Parliamo di un allenatore che cerca sempre di limitare le fonti di gioco avversarie togliendogli tempo e spazio, aggredendo il portatore di palla e cercando di limitarne il campo e la libertà di azione. Spesso i suoi calciatori sono abbinati in determinati uno contro uno nelle varie zone cui seguono le cosiddette “scalate in avanti”, effettuate con grande tempismo attraverso difensori e centrocampisti. Gasperini, in questo, resta un maestro indiscusso. Ed è proprio su questo aspetto, punto di forza dell’allenatore giallorosso, che l’Inter prepara le sue contromisure in interpretazione offensiva”.
In quali zone l’allenatore giallorosso soffre di più. E perché?
“Suppongo che la Roma, come fa quando gioca contro un play di un centrocampo a tre, in fase di non possesso rovescerà il vertice offensivo destinando un giocatore a non far ragionare Zielinski, abbinando Dybala con Bastoni e Malen con Bisseck. Ovviamente gli esterni si sfideranno a specchio”.
Quale sarà la zona nevralgica in cui concentrarci?
“Il lavoro di contrapposizione degli uomini di Gasp ai movimenti con e senza palla del quadrilatero nerazzurro: Barella, la coppia d’attacco nerazzurra e l’altro centrocampista. Saranno fondamentali. I loro movimenti, volti ad abbassarsi e scambiarsi, possono allentare l’aggressività giallorossa e sfruttare gli spazi che si creano mandando “fuori tempo” alcune uscite. Un esempio lo si può vedere nella gara d’andata dello scorso campionato, quando Barella, sul ritardo nella scalata in avanti di Hermoso, ebbe tempo e spazio di servire Bonny sull’errata lettura di Ndicka. Da qui nacque il gol decisivo dei nerazzurri all’Olimpico”.
Questo Roma-Inter potrebbe essere diverso rispetto al passato?
“Questi discorsi introducono una gara che vivrà di tanti altri aspetti, come l'atteggiamento mentale e le giocate delle grandi individualità delle coppie d'attacco: Dybala-Malen e la ThuLa. E poi Esposito, Bonny, Castro e Soulè, tutti pronti a incidere alle loro spalle. Un altro discorso importante va fatto sulle palle inattive e sui duelli aerei fra Mancini, Cristante ed Hermoso contro Bastoni, Akanji e Bisseck. Non trascurerei, infine, l'attitudine delle squadre alle conclusioni da fuori: vengono entrambe da realizzazioni molto belle”.
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