CorSport - Inchiesta, non una singola prova contro l'Inter. I casi Orsato, La Penna, Fabbri e Chiffi...
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E' terminata con un'archiviazione l'inchiesta legata al mondo arbitrale condotta dalla Procura di Milano: ora le carte passeranno alla giustizia sportiva. Come scrive oggi il Corriere dello Sport, "alla fine anche il pm Ascione è stato (o si è) convinto che quell’inchiesta non avrebbe portato da nessuna parte. Nessuna di quelle quattro partite (Bologna-Inter, Inter-Milan, Inter-Verona e Torino-Inter) aveva profili illeciti. Come ultimo atto prima di arrivare alla Procura europea di Roma, Ascione ha firmato quelle carte che erano già pronte, a testimonianza di una spaccatura reale all’interno della Procura milanese. Archiviazione, dunque. Fra le motivazioni, qualcosa che appartiene ancora al mondo del “difficile da decifrare”: «Pressioni sì ma non per alterare l’esito delle partite. Mai contatti con esponenti Inter». L’unica motivazione sensata potrebbe essere che la Procura abbia capito che ogni designatore (non solo Rocchi) è sottoposto a pressioni enormi. Soprattutto per difendere la sua squadra.
L’interrogatorio al quale Rocchi si è sottoposto in gran segreto ad inizio luglio è la pietra d’angolo. L’aver spiegato a chi sosteneva (ancora) con forza la tesi delle designazioni combinate e a chi (da “novizio”) voleva capirne il meccanismo, come funzionava il suo lavoro è stato determinante. L’obiettivo è sempre stato la tutela dell’arbitro, anche a costo di escluderlo. Lo fu per Orsato (attuale designatore proprio al posto di Rocchi) con l’Inter (caso Rafinha-Pianjc), lo è stato per La Penna (sempre con l’Inter, caso Bastoni-Kalulu), per Fabbri (Lecce) e Chiffi (Napoli). Decisivo, anche, il supporto degli interrogatori del responsabile delle competizioni della Lega di Serie A, Butti, dell’allora responsabile dei rapporti con i club (colui che era deputato a tenerli), Riccardo Pinzani, e del referee manager dell’Inter, Giorgio Schenone.
Già oggi Rocchi e i suoi legali D’Avirro e Bana si incontreranno per decidere il da farsi. I prossimi passi prevedono l’esito della richiesta presentata al GIP (potrebbe essere ancora la dottoressa Giulia Marozzi, colei che ha dato l’ok alle ulteriori intercettazioni), l’accesso agli atti, un viaggetto a Monza per decifrare i tempi dello stralcio sulle “bussate” (anche lì la strada percorribile sembra quella dell’archiviazione, per buona pace di tutti). Ma anche capire quando e come rimettere i puntini sulle «i». Le valutazioni sarebbero già in corso, in legalese si chiamano «profili di tutela», le posizioni sarebbero diverse e di diversa natura.
Si parlava più di lui che di Trump, ora è tutto finito nel migliore dei modi, ma il costo che ha dovuto pagare Rocchi è stato pesante. Lo abbiamo sentito, era molto contento, ora valuteremo cosa fare. Abbiamo capito, dopo l’interrogatorio, che l’unica strada percorribile dalla Procura fosse quella dell’archiviazione» hanno detto i due legali D’Avirro e Bana. Ora c’è, ora non c’è. Non è un gioco di magia, ma quello che è successo all’Inter, la società destinataria delle presunte designazioni pilotate, ma contro la quale non è stata trovata una singola prova. Il club nerazzurro è apparso e subito dopo scomparso negli atti dell’indagine come iscritta nel registro degli indagati e poi subito archiviata come «diretta conseguenza dell’esclusione del reato presupposto», ossia la frode sportiva", conclude il quotidiano.
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