Libero - Mancini ha ancora il tocco: come userà Esposito, Bastoni, Barella e Dimarco
Qualcuno aveva dubbi per il suo secondo mandato alla guida della Nazionale. Ma dopo tre partite in Nations League, una sconfitta, una vittoria e un pareggio, il giornale Libero scrive di lui: "Roberto Mancini sta dimostrando di non aver perso il tocco". E no. Non poteva averlo perso perché è lo stesso allenatore che ha vinto sulla panchina dell'Italia e sulla panchina dell'Inter e pure su quella del City.
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E allora ecco ancora degli elogi per non aver perso la mano e neanche gli occhi, per la sua capacità di vedere i giocatori e saperli incasellare in posizioni e funzioni che si incastrano. Le sue scelte hanno già dimostrato che "l'Italia esiste". Ed è già tantissimo se si considera la bufera sotto la quale è stata sotterrata dopo la mancata qualificazione ai Mondiali.
"L'Italia esiste. È una squadra. Un punto di partenza, questo deve essere ben chiaro agli azzurri perché se viene considerato un punto di arrivo, allora contro la Turchia si può buttare tutto al vento", spiega Savelli su Libero. E il giornalista si sofferma sulle 'rivoluzioni' di Mancini.
Le intuizioni di Mancini
Ha scelto il 4-3-3, ad esempio. Un modulo che è più semplice da applicare rispetto ad uno con la difesa a tre. "Poi lo ha adattato alle caratteristiche degli uomini offensivi. Non avendo ali vere di livello assoluto, Mancini ha schierato tre attaccanti abituati a giocare al centro, chiedendo a Kean di muoversi sulla verticale e a Sebastiano Esposito o Raspadori di agire in raccordo. Con Vergara, entrato benissimo contro la Francia, può ulteriormente accrescere la creatività nella rifinitura. Funziona perché Pio Esposito, sempre schierato al centro dall'inizio e questa è un'altra scelta rilevante da parte di Mancini, è un centro di gravità che gioca per la squadra e non il centravanti che ha bisogno dei rifornimenti degli esterni offensivi. Ecco perché oggi gli occhi dello staff di Mancini saranno su Pio, che le ha giocate tutte dall'inizio: è difficile rinunciarvi per la sfida di domani alla Turchia a Bologna, di fatto una prova del nove per la crescita della Nazionale, oltre che decisiva per blindare la permanenza nella Lega A di Nations League".
Sempre dall'inizio in campo anche Tonali. "Lui al centro ha equilibrato la squadra e sbloccato la casella di mezzala per un regista, ricordando che la regia è una funzione, non una posizione. Così Fagioli, altro giocatore vittima di un equivoco tattico, può fare la mezzala di costruzione "alla Verratti", e non il playmaker come accade da anni nella Fiorentina. Questo secondo noi porterà a un'ultima sistemazione: Barella sul centrosinistra in questa funzione di regia, in modo che Frattesi sul centrodestra svolga la funzione di incursore, fondamentale per non appiattire la squadra".
E poi le decisioni sulla retroguardia: "Nel disegnare la difesa a quattro ha aiutato l'addestramento di Sarri a Scalvini che da difensore proiettato sempre e solo sull'uomo si sta pian pianotrasformando in centrale di reparto. Bastoni quel lavoro lo ha fatto a inizio carriera nella difesaa quattro, quindi nessun problema. La forzatura era metterlo al centro di una linea a trе, chiedendogli di fare il marcatore puro. Eliminata da Mancini. A sinistra, Calafiori come nell'Arsenal, senza bisogno di forzare nulla. Sarà Dimarco a doversi adattare, ma è facile immaginare che diventi un'arma per le partite contro le squadre minori, quando l'Italia sarà proiettata in avanti. Sono i "problemi" d'abbondanza che ogni ct vorrebbe avere", conclude.
(Fonte: Libero)
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