Repubblica - Serie A preferiva Conte, a che titolo? Etica a comando: con Mancini...
"Mancini è riuscito a sopravvivere pure al fuoco di sbarramento partito dall'area vicina a quei presidenti che preferivano Antonio Conte, a quale titolo non si sa". La Repubblica racconta l'arrivo del ct sulla panchina dell'Italia. L'ultimo ct vincente in Nazionale che però non era l'opzione preferita di alcuni presidenti della Serie A.
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"La sua colpa è il tradimento del Ferragosto 2023, quando scelse di farsi sedurre dall'Arabia. Un salto da 25 milioni di dollari l'anno in uno dei cuori dello sportswashing, ma che gli viene rimproverato con una disinvolta dose di ipocrisia in un mondo sportivo che ha portato la Supercoppa di calcio a Doha e Riad, quella di pallavolo a Dammam e corse di ciclismo negli Emirati Arabi. Il calcio italiano fa affari con chiunque, accetta capitali opachi e sponsor scomodi, proprietà lontane, fondi, compromessi continui. Ogni tanto scopre l'etica a comando. Mancini scappò da un rapporto logoro con Gravina e quella fuga improvvisa mise in difficoltà la Nazionale, ma trasformarla in interdizione permanente è strano, soprattutto se lo stesso sistema non applica quel metro quasi mai", scrive Carotenuto dalle colonne del noto quotidiano.
E sottolinea quindi una sorta di contraddizione in termini di chi giudica Mancini per la sua scelta di partire per l'Arabia e non guarda al proprio operato.
"Malagò - conclude lo stesso giornalista - ha deciso che il rancore può esistere nei tifosi feriti, non come categoria professionale o come criterio di scelta. Dopo il pasticcio fatto con Maldini, doveva uscire dall'angolo. Mancini gli offre una tregua, una cosa meno poetica dell'utopia di Guardiola, ma stamattina molto più preziosa della scommessa di Pirlo".
(Fonte: La Repubblica)
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