Polverosi: "L'Inter non finisce mai! Ha una rabbia e una determinazione che annienta chiunque"
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Tra le pagine dell'edizione odierna del Corriere dello Sport, Alberto Polverosi, giornalista, ha analizzato così la vittoria di ieri al fotofinish dell'Inter con la Fiorentina: "L’Inter non finisce mai e anche la Fiorentina lo ha capito sulla propria pelle. Quinta volta in svantaggio in campionato, quarta rimonta completa, ancora il primo posto e ancora una rabbia, una determinazione e un furore che annientano ogni avversario (italiano...). Prendere due gol in pieno recupero e perdere la partita farà un male cane alla Fiorentina, ma se alla fine si contano 33 tiri a sette verso la porta, 11 a due nello specchio, con dentro un paio di traverse, una bella serie di occasioni e un rigore netto non fischiato, allora resta poco da dire.
Inter
L’Inter continua a vincere pur non essendo ancora una squadra perfetta, ha qualcosa che non funziona nel suo avvicinamento alla porta avversaria. Sotto questo aspetto l’assenza di Lautaro Martinez pesa perfino di più che sul piano tecnico, manca la “ricucitura”, movimento di cui è maestro l’argentino e che invece non rientra nelle caratteristiche di Thuram ed Esposito. Nel primo tempo, nonostante un paio di occasioni con paratone di De Gea, all’Inter sono mancate velocità, ritmo e sprint, era una squadra con una sola marcia.
Nel secondo, prima che la sua furia travolgesse i viola, è rispuntato invece il solito difetto: anche alla Fiorentina è bastato poco per segnare, c’è riuscita col primo tiro in porta. Ventitré gol all’attivo in otto partite non sono pochi, ma dieci subiti per una squadra che punta al bis dello scudetto sono tanti. Lazio, Como, Milan e Cagliari ne hanno presi di meno. Stavolta in porta c’era Provedel e sulla botta dalla distanza di Jimenez non è sembrato preparatissimo. Anche l’anno scorso a questo punto del campionato i campioni d’Italia avevano la peggior difesa delle prime otto della classifica e avevano preso 11 gol, ma poi si erano assestati e nelle successive 30 partite solo 24 reti al passivo. Tocca a Chivu risistemare qualcosa là dietro, come ha fatto nell’anno dello scudetto.
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