Repubblica - Inchiesta arbitri diventa mera illazione. Rocchi non asservito: valutazioni sprezzanti e pesanti
"Non prove ma «suggestioni», «mere illazioni». Per i magistrati milanesi non si può uscire dal campo delle ipotesi nell'indagine sulle designazioni pilotate per il calcio di Serie A e B. Motivo per cui hanno chiesto al giudice di archiviare l'inchiesta, nella sua parte più sostanziosa di frode sportiva dell'ex designatore Gianluca Rocchi. Mancano le prove. Ma pressioni e interferenze emergono". Così il quotidiano La Repubblica parla delle ultime notizie arrivate dalle motivazioni per la richiesta di archiviazione per l'inchiesta del Tribunale di Milano su Rocchi.
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Il quotidiano spiega che emergono delle interferenze "della dirigenza dell'Inter verso chi doveva decidere il fischietto. Nel decreto con cui la procura ha scagionato il club nerazzurro, per un breve lasso di tempo indagato per la legge sulla responsabilità degli enti, sono varie le intercettazioni — mai dialoghi diretti tra il club e Rocchi — che delineano le sollecitazioni", si legge.
"Nelle intercettazioni - spiega La Repubblica - spesso Rocchi manifesta la sua irritazione verso l'Inter. «Sono esauriti tutti...» dice a Colombo, a Riccardo Pinzani «meritano di avere la m....». «Valutazioni pesanti e sprezzanti nonché il suo intendimento di prendere provvedimenti — annotano i pm — che escludono qualunque forma di stabile asservimento» di Rocchi al club".
"Nelle pagine trasmesse alla Procura generale si definisce «suggestione» che si tratti di «una frode sportiva specifica, caratterizzata dal fatto che l'accettazione delle interferenze da parte di Rocchi sia stata determinata dalla promessa di un'utilità, consistente in progressioni di carriera nel sistema arbitrale prossimo a possibili ristrutturazioni». Pressioni, ma non frode sportiva", conclude il quotidiano nazionale.
(Fonte: La Repubblica)
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