Inter, Stankovic impressiona: in un aspetto è già meglio di papà Dejan. E avrà il suo numero di maglia
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Tra le note più liete di questi primi giorni di ritiro a Donaueschingen dell'Inter c'è sicuramente Aleksandar Stankovic. Il centrocampista serbo, rientrato alla base dopo il prestito al Club Brugge, sta facendo vedere grandi cose, e l'entusiasmo nei suoi confronti da parte dei tifosi è qualcosa di palpabile. Non è solo il cognome, e non c'entra nemmeno il fatto che indosserà la maglia numero 5 che fu di papà Dejan: il talentuoso classe 2005 sta dimostrando di avere qualcosa di speciale, e Chivu è pronto a dargli una chance importante.
Così scrive il Corriere dello Sport: "Aleksandar Stankovic da papà Dejan non ha ereditato soltanto la maglia numero 5 dell'Inter, che tra l'altro indosserà per la prima volta stamattina nell'allenamento congiunto contro l'SV Aasen 1928 a Donaueschingen. Nel dna del serbo c'è un talento enorme, coltivato negli anni della cantera nerazzurra, germogliato attraverso le esperienze all'estero con Lucerna e Bruges e pronto a esplodere definitivamente con il suo rientro alla base, voluto fortemente da lui stesso e dal club".
"Il campionato belga e la prima esperienza in Champions League hanno lasciato nel giovane Stankovic, che ad agosto compirà 21 anni, una consapevolezza importante, figlia della continuità e della tranquillità avute durante la parentesi in prestito. L'impatto nella prima squadra dell'Inter è stato piuttosto convincente secondo il tecnico e anche per i compagni che lo hanno riabbracciato e che lo coccolano dentro e fuori dal campo. In particolare, ciò che ha sorpreso più di altri aspetti è una pulizia nel tocco di gran lunga superiore alla media. Stankovic muove la palla nello stretto e nel lungo in una maniera ritenuta addirittura già oggi migliore di suo padre, che è stato tra i più grandi centrocampisti in Europa nella sua generazione.
[...] Nei primi giorni di ritiro è stato provato da vertice basso nel centrocampo a tre, dove durante la stagione potrà far rifiatare all'occorrenza Calhanoglu e Zielinski. Ma il suo contributo non si esaurisce in quella zona di campo. Potrà infatti anche agire da interno perché ha dimostrato di avere nelle corde anche la capacità di accompagnare e rifinire l'azione. Nel centrocampo che ha in mente l'allenatore per la prossima stagione, formato da sette elementi, c'è tanto spazio dunque anche per il serbo".
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