FC Inter 1908 Primo piano Inter, no all'esonero di Conte per due motivi. Dimissioni unica via, c'è un grande rischio

Inter, no all'esonero di Conte per due motivi. Dimissioni unica via, c'è un grande rischio

Fabio Alampi
Martedì il faccia a faccia tra le parti per decidere il futuro della panchina nerazzurra

Ancora qualche giorno, e il futuro della panchina dell'Inter sarà più chiaro: martedì andrà in scena il tanto atteso confronto tra Antonio Conte, Steven Zhang e la dirigenza nerazzurra. L'esito, dopo le dichiarazioni del tecnico al termine della finale di Europa League, appare scontato: sarà addio. Quello che bisognerà definire saranno le modalità del divorzio, questione tutt'altro che semplice: l'Inter, come scrive il Corriere dello Sport, non procederà con l'esonero.

DUE MOTIVI - "Dietro questa scelta ci sono ragioni tecniche, ma anche economiche. Da un lato, infatti, il desiderio è di proseguire il lavoro impostato e giudicato positivamente, senza ricominciare un'altra volta da capo, ma anzi puntando sulla continuità e sulla crescita del gruppo, rafforzato da qualche innesto, per contendere definitivamente lo scudetto alla Juventus. Dall'altro, un esonero sarebbe un vero e proprio salasso per i conti del club, che dovrebbe accantonare immediatamente a bilancio i due anni restanti di contratto dell'allenatore e del suo staff. Al lordo, si tratterebbe di 55-60 milioni di euro".

DIMISSIONI UNICA VIA - "Se Conte dovesse rimanere sulle sue posizioni, ritenendo, quindi, che non esistano le condizioni per proseguire, toccherà a lui lasciare, dando le dimissioni e rinunciando ai 24 milioni di euro previsti sul suo contratto. Una buonuscita? Possibile, ma al momento difficile".

IL RISCHIO - "Se il tecnico non si chiamerà fuori, il rischio è quello di andare incontro ad una convivenza forzata, che, alla fine, sarebbe controproducente per tutti. I problemi, infatti, finirebbero per essere soltanto messi sotto il tappeto, non certo cancellati. E, al primo piccolo incidente di percorso, ecco accendersi nuovamente l'incendio. Se abbia un senso proseguire in questo modo è una domanda a cui deve rispondere l'Inter. Difficile farlo ora. Ragione per cui non è da escludere che nemmeno martedì arrivi la parola fine a questa vicenda".