Ince: "Inter, addio per motivi familiari: via in lacrime. Zanetti, che forte! E Moratti..."
Ad un certo punto anche il figlio poteva sbarcare a Milano e giocare nella sua Inter. Perché dopo averla lasciata, come succede a tanti, la squadra nerazzurra è rimasta nel suo cuore. «Lasciarla è stato il mio rammarico più grande ma a volte si prendono delle decisioni che hanno poco a che vedere col calcio. I tifosi interisti erano fantastici e tutta la situazione era perfetta per me. Loro dicevano che avevo fatto bene anche quando la partita l'avevo giocata male».
«Non c'era nessun motivo per lasciare l'Inter ma mia moglie si ammalò della paralisi di Bell e per quello siamo tornati in Inghilterra. È stata una decisione del tutto familiare e la famiglia viene prima di tutto anche se pensavo che sarei dovuto rimanere, ci sarei rimasto per tutta la vita. Amavo l'Inter e l'Italia e li amo ancora. Zanetti oggi fa il vice presidente, avrei potuto anche io fare il dirigente, avevo ancora due anni di contratto, ma ho deciso di andare e sono andato da Moratti in lacrime per dirglielo. Anche lui era in lacrime e mi disse che sarebbe arrivato Ronaldo e che poteva rinnovarmi alle cifre che volevo. Ma non si trattava di soldi, ma di famiglia», ha continuato.
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