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I vertici alla Pinetina, i meriti di Inzaghi: Inter, le 6 settimane in cui è cambiato tutto

Fino a un mese e mezzo fa l'Inter era sull'orlo del baratro, poi qualcosa è cambiato ed è iniziata la marcai inarrestabile dei nerazzurri

Fino a un mese e mezzo fa l'Inter era sull'orlo del baratro, il quarto posto sembrava un miraggio. Poi qualcosa è cambiato e la squadra di Inzaghi ha inanellato una serie di vittorie (nel mezzo i due derby di Champions e la Coppa Italia vinta), l'ultima, quella contro l'Atalanta, ha garantito l'accesso alla prossima Champions League. "È stato come se il gruppo dovesse prima trovarsi sull’orlo del burrone, ovvero fuori dalle prime quattro in campionato e con la qualificazione da conquistare sia alla semifinale di Champions sia di Coppa Italia, prima di tirare fuori davvero il meglio", sottolinea la Gazzetta dello Sport.

"In quei giorni post 1-0 contro il Monza, tutti hanno cambiato il chip nella testa; tutti hanno iniziato a fare una corsa in più per i compagni, non solo nelle notti di Champions, ma anche contro le medio-piccole in Serie A. Una buona fetta del merito di questa prepotente risalita va data a Inzaghi e al suo staff. Il tecnico di Piacenza sentiva di non avere la piena fiducia della società e i frequenti vertici alla Pinetina glielo hanno confermato. Un altro allenatore, magari, avrebbe perso la bussola, mentre l’ex Lazio ha continuato a lavorare, sicuro sia di avere la squadra dalla sua parte sia di poter contare su una condizione atletica generale importante".

"È bastato riaccendere la luce, eliminando il Benfica e guadagnandosi la qualificazione per l’euro-derby, poi il resto lo ha fatto la voglia di stupire. Gli impegni di campionato non sono più stati “fastidiosi allenamenti” in vista delle notti di Champions o di Coppa Italia, ma gare da non sbagliare. Trovarsi di fronte grandi come le romane (entrambe vittoriose all’andata) forse ha aiutato a livello di motivazioni, ma l’Inter non ha sbagliato neppure contro Empoli, Verona e Sassuolo. Adesso l’Inter sogna di finire l’opera a Istanbul. Se all’Ataturk i nerazzurri entreranno nella storia, in tanti ripenseranno con il sorriso dipinto sul volto a quel sabato 15 aprile, quando il burrone era lì a un passo, e Inzaghi invece di finirci dentro, ha sterzato, guidando verso la gloria".

(Gazzetta dello Sport)